Da Padoan a Burioni: la rivincita dei 'secchioni'. O no?

Basta un'efficace 'lezioncina' e in un attimo si diventa star della rete. Ma attenzione: il rischio boomerang è sempre dietro l'angolo

Nel tempo dei social e dei 'messaggi semplici' da veicolare sul web per essere letti alla fermata del bus, in pausa pranzo o - addirittura - prima che scatti il verde al semaforo, succede che Pier Carlo Padoan, Roberto Burioni e Mario Calabresi diventino star della rete. Protagonisti di video e post diventati virali, interpreti - a loro insaputa - quasi di una riscossa: la rivincita dei secchioni, la controffensiva delle competenze.

L'ex ministro dell'Economia quasi si imbarazza a parlare della "lezioncina" rifilata alla sottosegretaria Laura Castelli nel salotto tv di 'Porta a Porta' qualche sera fa sulla relazione tra spread e costo dei mutui per famiglie e imprese. "Non volevo essere accademico - ha spiegato il professor Padoan al Corriere della Sera - non era certo mia intenzione fare lezioncine. Però, questo sì, ero un cittadino indignato: trovavo inaccettabile che un membro del governo volesse negare l'evidenza di un fatto sicuro, certo". Poi, però, la rivendicazione: "Ho trascorso la mia esistenza a studiare, a cercare di apprendere, di sapere. E quindi non tollero discorsi da imbroglioni". Il "beh, questo lo dice lei" con cui Castelli ha risposto a Padoan, nel frattempo, è diventato una meme su Facebook con la sottosegretaria che replica allo stesso modo a Galileo e al suo "la terra gira intorno al sole", all'equazione E=mc² di Einstein, a Steve Jobs che indicando il suo smartphone diceva che avrebbe "rivoluzionato il mondo", come pure a Gordon Ramsay e al suo metodo di cottura del filetto alla Wellington.

Anche il virologo Roberto Burioni, suo malgrado (forse), è diventato un volto noto della rete, - 75.200 i suoi follower su Twitter - a causa del suo impegno nella campagna a favore dei vaccini. I toni non sono sempre cortesi, è vero, (famoso il tweet in cui rispondendo alla 'Iena' Dino Giarrusso, candidato M5S, scrisse 'Se parliamo di vaccini ci sono due possibilità: lei si prende laurea specializzazione e dottorato e ci confrontiamo. Oppure - più comodo per lei - io spiego, lei ascolta e alla fine mi ringrazia perché le ho insegnato qualcosa. Uno non vale uno'), ma instancabile è la sua attività si sensibilizzazione. Oggi il medico finisce sotto l'attacco di Maurizio Belpietro e de 'La verità'. "Il professorone idolatrato dal Pd vince il premio nobel per l'arroganza", è il titolo. E il direttore Belpietro affonda: "L'atteggiamento dell'accademico è molto simile a quello del marchese del Grillo: umilia e bullizza chiunque si permetta di esprimere anche un semplice dubbio. Uno stile emblematico di un certo modo di fare politica", scrive su Twitter.

La risposta di Burioni non si fa attendere: "Mi spiace ma io ho sempre risposto con disponibilità e cortesia a chi mi esprime dubbi e paure. Mando al diavolo i babbei che dopo 5 minuti su google vogliono spiegarmi la virologia. Curioso che l'arrogante sia io, quando ho avuto l'umiltà di studiare 35 anni prima di parlare", rivendica e - stando almeno ai like conquistati - vince lui con 2390 'cuoricini' contro 875.

Dopo la puntata di 'Di martedì', poi, è diventato virale anche il video in cui il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, 'rimprovera' Luigi Di Maio per aver querelato il Calabresi sbagliato. "Luigi Calabresi era mio padre e, come saprà, è morto da circa 40 anni e questo è indicativo dell'approssimazione di come voi del M5S fate le cose", spiega. "Ma si tratta solo di un errore formale", ribatte il ministro del Lavoro. Però lo scivolone è già consegnato alla velocità del web.

Nerd, secchioni e precisini 'di tutto il mondo', comunque, non si facciano illusioni. A scorrere i commenti sono in tanti a difendere la Castelli, a non credere alle tesi di Burioni, a perdonare la gaffe a Di Maio. E allora, sì, è vero: studiare ed essere preparati è importante, ma - in politica soprattutto - porsi troppo al di sopra di chi poi ti deve votare non aiuta mai. E Padoan, sempre nel salotto di 'Porta a Porta', incalzato da Matteo Salvini, dimostrò in prima serata di non sapere quanto costa un litro di latte.
 

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