Renzi: In due mesi l'UE ha fatto moltissimo, ora tocca all'Italia
Renzi: In due mesi l'UE ha fatto moltissimo, ora tocca all'Italia

Il leader di Italia Viva nell'anticipazione di un'intervista rilasciata a LaPresse

 "L'Europa in due mesi ha fatto quello che non ha fatto in due lustri", non ha esitazioni Matteo Renzi nel dare a LaPresse un giudizio sull'operato dell'Europa fronte italiano: "Ha messo tanti soldi sulla Bce, ha sospeso il patto di stabilità e crescita, ha messo 100 miliardi su Sure, 37 miliardi senza condizionalità del Mes, comunque parte il Recovery Fund su cui la Bei è incaricata di lavorare. Tutto si può dire dell'Europa tranne che non abbia reagito. Poi c'è un punto - aggiunge - è chiaro che a differenza di quello che pensano gli statisti grillini no Mes, i prestiti vanno restituiti. E' ovvio. Quello che però l'Italia dovrebbe restituire, prima ancora di un prestito, è un contributo di idee, di innovazione, di visione. L'Europa ci sta dando i soldi, l'Italia dovrebbe dare delle idee all'Europa. Questo è quello che forse manca. Il racconto di tutti è 'L'Europa fa poco, i sovranisti sono forti per colpa dell'Europa'. Il mio racconto è 'l'Europa ha fatto moltissimo, oggi bisogna che l'Italia faccia di più".

 Sulla fase due la parola d'ordine di Renzi è 'riaprire': "io non voglio entrare nel merito delle singole scelte, avrei le mie idee e le tengo per me. Il punto che affido al presidente del Consiglio e alle sue numerose Task force è: riaprite. Con prudenza, con i guanti, con tutta la sicurezza necessaria, ma riaprite perché qui ci portano via", dice il leader di Italia viva. "C'è un problema enorme di pandemia che si trasforma in carestia che non si vede subito nei primi due mesi. Perché hai la Cig che fa da salvagente e perché all'inizio la gente non vede le conseguenze, ma noi non possiamo non renderci conto che se crolla il sistema produttivo italiano, la piccola media impresa, il commercio, questo Paese subirà una carneficina occupazionale dopo l'ecatombe generazionale del Covid. Sono molto, molto preoccupato e dico: 'Caro presidente del Consiglio, non tocca a me decidere, tocca a voi, ma sappiate che non è una scelta soltanto tecnica ma che inciderà sul sistema produttivo italiano", aggiunge.

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