Coronavirus, critiche a decreto economico. Conte pronto a sforare deficit
Coronavirus, critiche a decreto economico. Conte pronto a sforare deficit

L'emergenza sanitaria non ferma la polemica. Salvini definisce le misure "bolle di sapone" e torna a chiedere al premier di ascoltare anche le proposte che non arrivano dalla maggioranza

Neanche il coronavirus ferma la polemica politica. Dalle opposizioni, infatti, una sonora 'bocciatura' per il primo decreto del governo per far fronte all'emergenza dal punto di vista economico. Il leader della Lega definisce le misure "bolle di sapone" e torna a chiedere al premier, Giuseppe Conte, di ascoltare anche le proposte che non arrivano dalla maggioranza. Mentre per il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, "non può essere sufficiente la sola sospensione dei pagamenti delle imposte e dei contributi previdenziali" per gli abitanti della zona rossa "se non si mette in campo un progetto serio di sostegno e di accompagnamento delle aziende attraverso le prevedibili difficoltà". Per questo la capogruppo azzurra alla Camera, Mariastella Gelmini, arriva a dire che "riscriveremo in Parlamento il decreto". Giorgia Meloni, invece, fa da sé contro il calo di visite e preferisce usare i social per lanciare un messaggio ai turisti oltre i confini nazionali, usando la lingua inglese: "Le immagini e le notizie che vi arrivano della nostra Nazione non raccontano il vero, non rinunciate alla più bella metà turistica da visitare e conoscere".

Qualche critica al primo provvedimento dell'esecutivo arriva anche dall'interno della maggioranza. Il vice ministro dello Sviluppo economico, Stefano Buffagni, scrive pubblicamente su Facebook: "Bene i primi provvedimenti, ma non bastano affatto", chiedendo sì "di avere responsabilità, ma ponendosi obiettivi audaci che facciano la differenza nell'interesse del nostro Paese". Il mirino è puntato anche sull'Europa, con la quale "in questo momento non serve essere timidi" perché innanzitutto occorre "difendere gli italiani". Il governo chiederà "al Parlamento l'autorizzazione a scostarci dai saldi di bilancio, anche in deficit, per contrastare la battuta d'arresto che la nostra economia può subire a causa del Coronavirus", spiega Laura Castelli, lasciando intendere che al Mef il messaggio dei critici è arrivato forte e chiaro. Infatti Salvini è il primo a dire sì, "purché venga intrapresa con decisione, cioè per una cifra di almeno 20 miliardi, e con l'impegno di serie riforme e la modifica dei vincoli economici attualmente in vigore". Intanto, da fonti di via XX Settembre fanno sapere che il governo "sta lavorando a un secondo decreto legge, con il quale adotterà misure a sostegno dell'economia reale, che potranno avvalersi di risorse di finanza pubblica aggiuntive", rispetto a quelle del decreto varato venerdì in Consiglio dei ministri che "contempla l'autorizzazione all'utilizzo dei fondi disponibili (circa 200 milioni)" per "la cassa integrazione in deroga per Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna".

Sull'esecutivo, però, tornano ad addensarsi ombre di governissimo. I retroscena parlano di un attivismo di Dario Franceschini per rinverdire la ricerca dei 'responsabili'. Eventualità mai confermata dal capo delegazione del Pd, che intanto riceve subito la risposta di Iv: "Noi ci accontentiamo di aiutare chi sta, pro tempore, al Governo ad essere responsabile. Scopri le differenze in termini di serietà", scrive sui social Luciano Nobili. Mentre Matteo Renzi bacchetta: "Davanti a questa emergenza, la politica ha il compito di fermarsi, stare insieme, remare tutta nella stessa direzione. Altro che retroscena, gossip e polemica". Il tutto alla vigilia delle suppletive a Roma, dove Roberto Gualtieri si gioca un seggio alla Camera, quello lasciato vuoto dal commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni. Il ministro dell'Economia sfiderà il candidato del centrodestra, Maurizio Leo, del M5S, Rossella Rendina, ma anche Marco Rizzo, Mario Adinolfi (Pdf), Elisabetta Canitano e Luca Maria Lezza. Anche se sulle urne incombe il fantasma dell'astensionismo. E non solo per effetto del coronavirus.

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