Conte: "No paura coronavirus, insieme ce la faremo". Scontro con Salvini
Conte: "No paura coronavirus, insieme ce la faremo". Scontro con Salvini

Il premier: "Firmato decreto attuativo che dispone queste misure per i prossimi 14 giorni. Nessuna distinzione di colori politici". Il leader della Lega: "Si scusi e si dimetta"

Al lavoro ventiquattr'ore su ventiquattro per "scacciare la paura", affidandosi a un decreto lampo e al sistema di screening tra i più avanzati nel mondo. In uno dei momenti più traballanti della sua esistenza, è nella sfida al Covid-2019 che il governo cerca un po' di compattezza. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi conferma la sua tregua e per la maggioranza arriva anche l'assist da Forza Italia, che ritira gli emendamenti sulla prescrizione al Dl Intercettazioni. In molti chiedono di portare subito in aula il testo, ma in serata la mini-tregua è già saltata, con Matteo salvini ch attacca frontalmente il premier. "Conte e i suoi ministri devono chiedere scusa a 60 milioni di Italiani per non averli difesi e protetti. Scusarsi, e poi dimettersi. Non può essere sorpreso dai casi", ringhia il leader leghista, con l'avvocato del popolo che ribatte: "Vorrebbe le mie scuse da agosto, è l'unico dell'opposizione che non mi ha mai risposto, è stato molto triste".

Intanto il decreto, firmato in serata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato in Gazzetta ufficiale, prevede nella sua ultima versione lo stanziamento di 20 milioni aggiuntivi per ovviare all'emergenza che ha causato in Italia oltre 150 contagi e 3 vittime. "Ho appena firmato il decreto attuativo che dispone queste misure per i prossimi 14 giorni", annuncia Conte nel pomeriggio, promettendo ai cittadini "assistenza e la massima attenzione per la loro salute" in cambio di alcune restrizioni alla vita pubblica. L'avvocato del popolo vive una domenica molto particolare, 'blindato' nella sede della Protezione civile a Roma per seguire passo l'evoluzione del contagio. I conteggi ufficiali vengono affidati sempre ad Angelo Borrelli, per una "comunicazione capillare e trasparente". E se conferma come di fronte ad una situazione simile "non ci deve essere distinzione di colori politici", il premier ammette di essere "rimasto sorpreso dall'esplosione dei casi".

Un'ascesa preoccupante che ha reso in pochi giorni l'Italia il terzo Paese con più contagi al mondo, dopo Cina e Corea del Sud. "Noi facciamo molti più controlli di altri Paesi", è la spiegazione ufficiale degli oltre 4mila tamponi, con la conferma indiretta che nelle prossime ore le positività potrebbero aumentare. Ma la linea di massima precauzione e rigore pagherà secondo il governo, attento al massimo dialogo con la Regioni per delimitare i contagi e "contenere" gli effetti negativi. E per evitare l'effetto paura e il vortice della psicosi collettiva che circola incontrollato tra le chat di tutta Italia. Un esempio? La fake news della chiusura del Pronto soccorso di Tor Vergata o il falso caso di isolamento all'Ospedale Sant'Eugenio di Roma.

"È l'esperienza più forte della mia vita, sono convinto che questa sfida la vinceremo", è il messaggio di ottimismo firmato Roberto Speranza. Il ministro della Salute che non esclude un "rafforzamento delle misure" contro il coronavirus. Dal punto di vista economico l'esecutivo starebbe valutando in settimana un secondo decreto, con lo stop del dei tributi per la aree interessate (in primis Lombardia e veneto). In Cdm domani dovrebbe essere varato il dl imprese con norme ad hoc, mentre la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha incontrato sindacati e associazioni datoriali ed è al lavoro per la possibilità "di fare ricorso al lavoro agile anche in deroga ai limiti percentuali stabiliti dai contratti collettivi e dalla legge".

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