La foto che ritrae Maurizio Pascucci in compagnia del nipote di Provenzano
Corleone, Di Maio: "Se dovesse esserci un solo eletto M5S ritireremo il simbolo"

Sul caso scoppiato nella città siciliana, il vicepremier torna all'attacco prendendo le distante dal candidato sindaco pentastellato Pascucci che tira dritto: "Andiamo avanti"

La bufera nel paese dei Boss continua. Ventiquattro ore dopo dopo l'annullamento del comizio di Luigi Di Maio a Corleone a sostegno del candidato Maurizio Pascucci, che aveva aperto al "dialogo con i parenti dei mafiosi", la polemica nel M5S prosegue e rischia di avere strascichi molto pesanti.

Domenica 25 novembre il Comune che diede i natali a Totò Riina e Bernardo Provenzano sceglie infatti il nuovo sindaco, dopo lo scioglimento per mafia dell'estate 2016. Peccato che Pascucci, uomo scelto dai pentastellati, abbia pubblicato su Facebook una foto che lo ritraeva al bar con il nipote di Bernardo Provenzano e sia stato di fatto 'bannato' dal leader politico del Movimento. "Se lunedì dovesse esserci un solo eletto del Movimento nel consiglio comunale di Corleone ritireremo il simbolo perché non posso rischiare che un candidato eletto possa avere ricevuto voti dalle organizzazioni criminali", dice durissimo da Palermo il vicepremier. Spiragli per una riconciliazione? Pochissimi, visto che per Pascucci "è già pronta la procedura per l'espulsione".

Tra i due non c'è stato alcun contatto nelle ultime ore ma il candidato, originario del Senese ma a Corleone da 14 anni, non molla. "Andiamo avanti con il voto che ci sarà domani, vedremo il risultato. Prenderemo atto del consenso e poi si aprirà la fase di cosa farà il M5S dal punto di vista formale con il simbolo", rilancia parlando con LaPresse dopo un'altra giornata elettrica.

Pascucci non ritira la sua candidatura quindi e tende la mano a Di Maio: "Mi auguro che si possa chiarire quanto successo, forse è stato sottovalutato o capito male cosa abbiamo detto. In tanti qui mi hanno espresso solidarietà in questi giorni". Il tema mafia però è troppo pesante per il M5S, da sempre sostenitore di una lotta senza quartiere alla criminalità organizzata. Per questo motivo Pascucci è già stato segnalato ai probiviri a 5 Stelle, perché, come aggiunge Di Maio, "non metterò mai in dubbio il fatto che lo Stato non tratta con la mafia, non parla con la mafia e neanche deve dare segnali di vicinanza a questo mondo". Insomma, le loro strade si divideranno e Corleone rischia di sprofondare nel caos. 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata