Consultazioni, Pietro Grasso quasi premier, ora va convinto Bersani

Roma, 21 mar. (LaPresse) - Grasso: "Per il bene dell'Italia sono pronto a fare tutto". Grillo: "Nessuna fiducia a governi politici". Berlusconi: "Pronti a un Governo di coalizione". Questa in estrema sintesi la mattinata del secondo giorno di consultazioni. Continua in buona sostanza il balletto tra le tre minoranze, e nel frattempo l'incarico esplorativo al presidente del Senato è sempre più l'unica alternativa in mano a Giorgio Napolitano. Alle 18 l'ultimo incontro, quello con Pier Luigi Bersani che dovrà dire al Capo dello Stato se nella nave del nuovo governo vorrà essere "mozzo o capitano", come disse il giorno dopo le elezioni.

Il piano del Colle è comunque chiaro, e la visita di Napolitano a palazzo Giustiniani per incontrare l'ex presidente Ciampi, si è rivelata per quello che era: un modo per incontrare Pietro Grasso e parlargli di persona. L'ha confermato lo stesso Grasso, intercettato dai giornalisti fuori dalla sede distaccata del Senato: "Per l'Italia sono a pronto a tutto. Sono qui per dovere di ospitalità. Ho visto Napolitano molto bene". "Io sono sempre ottimista" ha aggiunto riferendosi all'uscita dall'impasse verso il nuovo Governo. Ora Napolitano dovrà giocarsi tutti gli assi che ha in mano per convincere Bersani. Berlusconi, che ha incontrato stamattina Napolitano dopo i grillini, al Capo dello Stato deve aver chiesto qualcosa in cambio ad un eventuale via libera a Grasso, che è stato eletto col Pd. E quel qualcosa non può essere che un suo uomo al Colle. Gianni Letta è il suo candidato da sempre. Berlusconi l'ha fatto capire, parlando con i giornalisti dopo l'udienza al Quirinale: "Non è accettabile che ci sia una sola forza che prenda tutto". Ecco quindi che il Pdl e la Lega vogliono riempire loro l'ultima casella libera, quella del Colle. In cambio Berlusconi potrebbe aver garantito il via libera alla riforma della legge elettorale in tempi brevi, e un ritorno alle urne a stretto giro subito dopo l'elezione del "suo" presidente della Repubblica.

In tutto ciò il ruolo dei grillini, i più attesi alla vigilia, esce ridimensionato. Loro stessi si sono chiamati fuori dai giochi di Palazzo, compreso un incarico a Grasso, chiedendo un mandato diretto ed escludendo coalizioni. "Il Movimento 5 Stelle è stata la prima forza politica alle elezioni e per questo chiediamo un incarico di governo per realizzare il nostro programma" ha detto la capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi. Dal suo blog Grillo ha aggiunto: "Il M5S non accorderà alcuna fiducia a governi politici o pseudo tecnici con l'ausilio delle ormai familiari 'foglie di fico' come Grasso. Il M5S voterà invece ogni proposta di legge se parte del suo programma". L'unica nota di colore regalata dall'ex comico, è il suo arrivo al Senato in contromano, il fido autista e socio Walter Vezzoli ha fatto "un movimento 5 punti", in meno sulla patente. I vigili pare abbiano chiuso un occhio.

Di Jan Pellissier

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