Consultazioni, "il centrodestra insieme al Colle". Berlusconi e Meloni dicono sì a Salvini
Il leader della Lega vuole il centrodestra unito ai prossimi incontri con Mattarella. E il Cav e la presidente di FdI accettano

Se all'interno del Pd si è vicini allo scontro dopo le parole di Andrea Orlando contro Matteo Renzi, nel centrodestra si ricompatta. Matteo Salvini vuole mantenere uniti i tre partiti, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia: "La coalizione che ha vinto è il centrodestra. Ho chiesto a Berlusconi e Meloni di andare insieme al Quirinale" per il secondo giro di Consultazioni la prossima settimana, ha detto intervistato dal Tg2. Proposta su cui, all'inizio, Silvio Berlusconi e Forza Italia hanno riflettuto e alla fine accettato. "Alle prossime consultazioni il centrodestra si presenterà unito con Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni", ha detto il leader di FI. D'accordo anche Giorgia Meloni, che giorni fa aveva lanciato la stessa idea: "Ringrazio Salvini per aver accettato la proposta di Fratelli d'Italia: presentarsi insieme agli alleati alle prossime consultazioni con il presidente Mattarella. La coalizione di centrodestra ha vinto le elezioni. Dunque se si intende rispettare la volontà popolare, spetta al centrodestra l'incarico di formare il governo", ha dichiarato la presidente di Fratelli d'Italia.

Il leader della Lega ha ribadito ancora una volta: "No a un governo senza Forza Italia. Basta con i veti". Bisogna quindi "dialogare con i Cinque Stelle e chi dice di no sbaglia. Un governo centrodestra-Cinque Stelle è possibile, non vedo l'ora di cominciare a lavorare. Con i veti, con i no, con le antipatie non si va lontano, c'è un Paese che deve ripartire. Noi non facciamo capricci, vogliamo solo passare ai fatti", ha continuato Salvini.

Per Giancarlo Giorgetti, capogruppo Lega alla Camera "se dovesse entrare tutto il centrodestra in un governo con il M5S allora Di Maio dovrebbe accettare la leadership di un esponente del centrodestra, in particolare di Matteo Salvini - ha detto ai microfoni di Gerardo Greco a Gioco a Premier (Rai Radio1) - Berlusconi dicendo che con i populisti non ci vuole andare, ha fatto un errore tattico. Ha detto quello che Di Maio voleva sentirsi dire. Ci dobbiamo muovere come centrodestra. Siamo rimasti sorpresi da una chiusura pregiudiziale sbagliata. I 5 milioni di voti di FI non sono né infetti né maleodoranti. Di Maio non può chiudere la porta in faccia. La nostra preferenza, il nostro sogno sarebbe Salvini premier, ma il principio fondamentale deve essere qualcuno eletto dal popolo. Deve finire l'epoca dei premier non eletti da nessuno. Serve un governo forte altrimenti dall'Europa si continuano a prendere ceffoni. Prima solo dalla Germania, ora anche dalla Francia, e questo non va bene".

A prendere le difese di Berlusconi è stato il senatore di Forza Italia, Renato Schifani: "Nessun errore tattico da Silvio Berlusconi, ma piuttosto una legittima reazione a quanto da settimane va ripetendo Luigi Di Maio. Era impensabile che un leader votato da milioni di italiani, uno statista che ha dialogato e dialoga con i grandi capi di Stato del mondo e che occupa un ruolo di primo piano all'interno del Partito popolare europeo non rispondesse a chi, neofita della politica e che deve ancora dimostrare qualità e competenze, esclude Forza Italia da qualsiasi accordo di governo, considerando il nostro partito come un ostacolo al cambiamento. Spiace, quindi, che l'amico Giorgetti consideri le parole di Berlusconi un mero errore tattico e che non si renda conto che il vero obiettivo del M5S non è tanto quello di dare un governo al Paese, quanto piuttosto di dividere il centrodestra, la coalizione che ha vinto le elezioni e che ha il diritto-dovere di governare", ha concluso Schifani.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata