Consulta, M5S: Ok Modugno. Barbera? Pd non voleva accordo

Roma, 25 nov. (LaPresse) - "L'assemblea congiunta dei portavoce di Camera e Senato riunita ieri ha scelto all'unanimità il professor Franco Modugno come componente della Corte costituzionale da votare nella seduta del 24 novembre". E' quanto si legge sul blog di Beppe Grillo, in un post firmato 'M5S Parlamento'. " Il Pd, invece, - si legge ancora - dopo la richiesta del M5S di fare ufficialmente il nome di un candidato, ha deciso, a meno di 48 ore dal voto, di proporre quello del costituzionalista Augusto Barbera.

È inevitabile credere che l'abbia fatto con l'intento di non giungere a un accordo. I requisiti per il M5S sono noti da sempre: personalità slegate dai partiti, niente politici di professione, moralità e condotta incensurabili, profilo alto e di comprovata indipendenza".

"Il professor Barbera, al di là della sua presenza in articoli di cronaca giudiziaria sullo scandalo scoperchiato dalla procura di Bari sui concorsi truccati all'Università, vicenda di cui non si conosce l'esito e sulla quale il professor Barbera ha sempre negato ogni addebito - si legge ancora - è stato eletto alla Camera dei Deputati nel 1976 per rimanervi fino al 1994, dopo aver ricoperto anche il ruolo di ministro per i rapporti con il Parlamento. Seppur importante costituzionalista è stato sempre appellato tra i professori di riferimento del Pci, del Pds, dei Ds e infine del Pd", per tanto "non si direbbe proprio una personalità fuori dai partiti".

"Il M5S - sottolineano i pentastellati - ribadisce la sua ferma volontà di giungere al più presto ad un accordo che permetta alla Corte di tornare ad operare nel pieno del suo organico. Mai nella storia repubblicana la Consulta è rimasta così a lungo mutilata nella sua composizione. Facciamo sul serio e lo abbiamo già dimostrato esattamente un anno fa, quando il M5S ha votato e fatto eleggere un candidato proposto dal Pd, la professoressa Silvana Sciarra. Per questo - concludono - oggi non possiamo fare altro che respingere la candidatura proposta dal PD, chiedendogli di ritirarla e di proporre una diversa personalità che oltre all'alto profilo scientifico risponda ai requisiti minimi di terzietà e indipendenza. Il Pd può scegliere un voto trasparente con il M5S o la vetusta logica di spartizione delle poltrone con la solita Forza Italia.".

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