Consip, padre di Renzi si difende: Nessuno mi ha promesso soldi
"Ho 65 anni e non ho mai avuto un problema con la giustizia per una vita intera fino a due anni fa"

 "Alla luce delle notizie di stampa di oggi avverto la necessità di precisare quanto segue oltre alle considerazioni tecniche già esposte dal mio legale. Nessuno mi ha mai promesso soldi, né io ho chiesto alcunché". Lo dice in una nota Tiziano Renzi, il padre dell'ex premier.

"Ho 65 anni - precisa - e non ho mai avuto un problema con la giustizia per una vita intera fino a due anni fa, quando sono stato indagato e poi archiviato dalla procura di Genova. Gli unici soldi che spero di ottenere sono quelli del risarcimento danni per gli attacchi vergognosi che ho dovuto subire in questi mesi. Sono contento del fatto che il 16 marzo finalmente inizieranno i processi contro chi mi ha diffamato. Confermo la mia fiducia nei confronti del sistema giudiziario italiano e della magistratura", aggiunge.

Ieri, dopo mesi di indagine tra Napoli e Roma, nell'inchiesta sugli appalti Consip è finito in manette l'imprenditore Alfredo Romeo. E' stato portato a Regina Coeli con l'accusa di corruzione, mentre sono state perquisite le abitazioni dell'ex parlamentare Italo Bocchino, suo consulente, e dell'imprenditore, amico di Tiziano Renzi, Carlo Russo. Sono stati sequestrati 100mila euro di beni a Marco Gasparri, il dirigente della centrale degli acquisti della pubblica amministrazione che secondo i pm era pagato da Romeo per aiutarlo a vincere le gare d'appalto.
 

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