Consip, 'guerra' mozioni: Mdp chiede revoca incarico Lotti
Il caso torna oggi sotto i riflettori dell'aula del Senato

Torna oggi sotto i riflettori dell'aula del Senato il caso Consip e le tensioni della vigilia hanno preparato il campo a quella che per molti si annuncia come "una giornata impegnativa".
All'ordine del giorno dell'assemblea di palazzo Madama ci sono, infatti, sei mozioni che impegnano Governo e ministero dell'Economia a "promuovere l'immediato rinnovo degli attuali vertici" della centrale per gli acquisti della Pubblica amministrazione.
Intanto, dopo le dimissioni del presidente Luigi Ferrara e della consigliera Marialaura Ferrigno che hanno di fatto azzerato il Cda della società controllata dal Mef, l'amministratore delegato Luigi Marroni ha convocato per il 27 giugno l'assemblea degli azionisti per il rinnovo dei vertici.
In vista di oggi, il Pd, che aveva presentato un testo per il ricambio del board, ha frenato sulla possibilità di mettere ai voti le mozioni presentate dai gruppi e poi ha presentato un nuovo testo insieme ad Ap, che ritira il proprio, e alle Autonomie (primi firmatari Zanda, Mancuso e Zeller). La versione depositata oggi tiene conto di quanto accaduto negli ultimi giorni: Considerato che, si legge, "il 17 giugno 2017, due rappresentanti del ministero dell'economia e delle finanze, Luigi Ferrara e Marialaura Ferrigno, componenti del Consiglio di amministrazione, hanno rassegnato le proprie dimissioni" e che "a seguito di questa decisione il cda è  decaduto", la mozione impegna il Governo "a procedere in tempi celeri e solleciti al rinnovo dei vertici della Consip, nel rispetto delle modalità previste dalla vigente normativa, scelti tra personalità di alto profilo e competenza, al fine di garantire la piena funzionalità della società e il raggiungimento degli importanti obiettivi ad essa affidati".
Tocca  da regolamento al presidente del Senato prendere la decisione finale sul voto o meno dei testi. "Il caso è risolto" dagli eventi, dicono i senatori dem, ma diffusa è l'idea, specie tra i renziani,  che Grasso non eviterà una discussione parlamentare chiesta a più riprese dalle oppisizioni. "Nessuna esitazione. Domani in Senato si discuta delle mozioni Consip. Si sono dimessi i membri del Consiglio Consip, ma l'amministratore delegato tenta vanamente di resistere.  Si discuta tranquillamente di Consip e si votino le mozioni. Sarà un momento di trasparenza. Chi si dovesse opporre si assumerebbe una grave responsabilità", attacca Maurizio Gasparri. Dello stesso avviso Andrea Augello e Gaetano Quagliariello (Idea), promotori della prima mozione depositata i primi di marzo e sottoscritta da 73  senatori appartenenti a diversi gruppi, da Fi a M5S che insistono perché il Parlamento discuta il caso. Ultima in ordine di arrivo  in materia è poi la mozione presentata ieri da Mdp. Il testo, un vero e proprio attacco politico secondo i dem, chiede di sospendere le deleghe al ministro dello Sport Luca Lotti e revocare l'incarico all'amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni.
Sul piede di guerra il M5S. "Il #Pd fa figli e figliastri:sacrifica i dirigenti #Consip per salvare #Lotti. Ma in un Paese civile prima sarebbe il ministro a dimettersi", attacca su Twitter il deputato M5S Danilo Toninelli, mentre i capigruppo tornano a chiedere la 'testa' del ministro dello Sport.  "Non è tollerabile che Pd e Governo scarichino l'Ad Consip, Luigi Marroni, accusatore del ministro dello Sport, nel tentativo di evitare la votazione a Palazzo Madama sulla rimozione dei vertici Consip, e mantengano però la poltrona dell'accusato e braccio destro di Matteo Renzi, coinvolto nella vicenda giudiziaria. Luca Lotti dovrebbe avere la decenda di dimettersi immediatamente", è l'accusa di Roberto Fico e Carlo Martelli. "Ricordo ai capigruppo del M5S che si è già votata una mozione di sfiducia contro il ministro Lotti e che l'aula l'ha sonoramente bocciata. E da allora non sono emersi fatti nuovi. I Cinque Stelle continuano con il loro incredibile garantismo a fasi alterne", replica il senatore Pd Andrea Marcucci.

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