Consiglio d'Europa: Lentezza giustizia costa 1% del Pil all'Italia

Strasburgo (Francia), 18 set. (LaPresse) - A causa della lentezza della giustizia, l'Italia spreca l'1% del PIL. La stima arriva dal Commissario dei Diritti dell'Uomo del Consiglio d'Europa Nils Muižnieks. "La lentezza dei processi, l'uso del razzismo nel dibattito politico, il trattamento dei Rom e degli immigrati sono motivi di gravi preoccupazioni per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani in Italia - si legge nel rapporto basato sulle osservazioni rilevate dal giurista lettone durante la visita effettuata in Italia dal 3 al 6 luglio scorsi e pubblicato oggi - è tempo di trovare soluzioni a questi problemi che si trascinano da lunga data. Per la giustizia non ci sarà possibilità di successo se la soluzione non sarà pienamente sostenuta da tutti, cioè se non è sostenuta da tutti i soggetti interessati, dal Ministero della Giustizia al Consiglio Superiore della Magistratura, dai giudici ai penalisti".

"A invertire la rotta - ha rilevato con soddisfazione Muižnieks - è stato solo il Trubunale di Torino, che, con una gestione attiva dei processi ha ridotto l'arretrato del 26,6% in 5 anni. È una misura risultata anche finanziariamente efficiente. Ecco perché dovrebbe essere emulata in tutta Italia". "Finalmente si è decisa l'adozione della prima strategia nazionale per l'inclusione di Rom e Sinti in Italia", ha rilevato favorevolmente il commissario del Consiglio d'Europa. "Ora, però, deve tradursi in azioni concrete. Le politiche di segregazione nei campi e degli sgomberi forzati devono essere interrotte in modo definitivo. C'è inoltre la necessità di combattere il razzismo e l'antiziganismo che rimane elevato in certi discorsi politici e nei media. Purtroppo, alcune misure adottate di recente, come il drastico ridimensionamento dell'UNAR, l'ufficio anti-discriminazione a cui è affidato il ruolo di coordinamento nell'ambito della strategia, rischiano d'impedire il raggiungimento degli obiettivi d'inclusione dei Rom e di lotta alla discriminazione. Ecco che la crisi si abbatte, ancora una volta, sui più deboli".

Dicendosi soddisfatto dell'impegno delle autorità a desistere dalla politica dei respingimenti dei migranti verso la Libia, che costituisce una gravissima violazione dei diritti umani, il commissario sostiene: "L'accordo bilaterale con la Libia che l'Italia intende rinegoziare deve includere garanzie adeguate a impedire il ripetersi di intercettazioni ed espulsioni. Bisogna inoltre evitare violazioni nel caso di accordi con l'Egitto o la Tunisia". Tra i pochi miglioramenti citati, però, Nils Muižnieks evidenzia l'assenza quasi totale di un sistema d'integrazione per i rifugiati e altri beneficiari della protezione internazionale. Il cosiddetto "Palazzo della Vergogna" a Roma illustra chiaramente il destino che spesso attende i rifugiati in Italia". Il Commissario ha infatti definito "stato di detenzione" l'ospitalità riservata a emigranti e rifugiati nei centri di accoglienza. Nils Muižnieks ha rilevato una nuova fattispecie di violenza "il crimine di odio", che non trova risposta da parte del sistema e che scaturisce dal disprezzo e dall'incitamento all'odio. Gli stereotipi ripetuti da politici e media finiscono col legittimare agli occhi di taluni gli atti violenti che migranti, Rom e diversi subiscono.

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