Comunali, Renzi: Se Pd perdesse a Roma e Milano non mi dimetto
E sulla situazione interna al Pd: "Dopo i ballottaggi entreremo nel partito con il lanciafiamme"

Matteo Renzi va dritto per la sua strada e continua a scindere il destino del suo governo da quello dei ballottaggi delle elezioni amministrative. Intervenuto al programma 'Otto e Mezzo', su La 7, il premier in merito è stato tassativo. "Se mi dimetto nel caso il Pd perda a Roma e Milano? Assolutamente no, l'esito della permanenza al governo è legato al referendum, non alle amministrative", ha ribadito. Per tentare di lanciare la rimonta di Roberto Giachetti su Virginia Raggi a Roma, il presidente del Consiglio gioca la carta della candidatura alle Olimpiadi del 2024 che "salterebbe" in caso di vittoria della candidata grillina. "Raggi ha detto che le Olimpiadi sono 'criminali' - ha spiegato -  Una dichiarazione impegnativa. E se vincerà credo che questa grande opportunità di lavoro per Roma ed anche per le sue periferie salterà".

Il ballottaggio Pd-M5S è di scena anche a Torino dove Chiara Appendino insidia Piero Fassino. "Fra di loro però ci sono più voti di differenza che fra Giachetti e Raggi - dice Renzi - e poi i ballottaggi sono sempre da 1x2".

Il premier torna poi a fare 'mea culpa' su Napoli. "Abbiamo fallito, è andata male - ammette - ma nel napoletano abbiamo vinto in 7 comuni su 8". Secondo Renzi infatti non bisogna dare una lettura omogenea dei dati. Per questo motivo "non condivido l'analisi secondo la quale al primo turno delle comunali abbia vinto il M5S". Anzi, "Se oggi ci fosse l'Italicum al ballottaggio andrebbero il Pd e Forza Italia, non Salvini o i Cinque Stelle".

Renzi sposta poi il mirino sulla situazione interna al Pd e sulla minoranza. Il discorso parte dalle riforme: "una parte del partito non le apprezza ma credo che i cittadini le apprezzeranno", argomenta aggiungendo che "chi dice che in Italia va tutto bene è un pazzo, ma nel 2016 andiamo meglio che nel 2015 e nel 2015 meglio del 2014". Per il futuro del partito democratico Renzi non vede un vice segretario unico, "il governo del Pd non lo risolvi con uno o due vicesegretari. Tutto questo è molto autoreferenziale. In questa legislatura strana il Pd sta cercando di scardinare il sistema dall'interno e ridurre il numero dei politici", dichiara. Per questo Renzi, dopo i ballottaggi, avverte di voler entrare nel partito "con il lanciafiamme". Nessuna espulsione, perché "quelle le fanno gli altri", ma "dobbiamo mettere al centro chi lavora e non chi sta a pensare solo alla propria carriera".

Interrogato anche sullo state di salute di Silvio Berlusconi, il premier parla di "dimensione umana" che la politica deve avere rivelando di aver contattato Fedele Confalonieri per avere ragguagli sulle condizioni del leader di Forza Italia "mi ha detto che è fuori pericolo" e sempre per questo "rispetto degli avversari". Renzi rivela di aver chiamato Matteo Salvini in occasione della morte del leghista Buonanno "per fargli le condoglianze da parte mia e della mia famiglia".

Le ultime battute sono tutte sulla nazionale di calcio pronta per l'esordio ad Euro 2016. Renzi non sarà alla gara di esordio contro il Belgio a Lione. "Non vado in Francia perché come governo siamo andati al Mondiale 2014 con il sottosegretario Delrio ed abbiamo perso con il Costa Rica quindi ho vietato a tutti di andare", dice con il sorriso augurandosi "che la nazionale vinca in Europa come ha vinto il Pd (alle ultime elezioni europee, ndr)". Renzi, infine, nega le voci secondo le quali avrebbe cercato di far cambiare idea al presidente Figc, Carlo Tavecchio, sulla nomina di Giampiero Ventura a Ct dell'Italia per il dopo Conte. "Si figuri se posso mettere bocca sul Ct della nazionale. Detto questo Ventura allenava il Toro che è gemellato con la Fiorentina quindi non posso che essere felice che l'allenatore del Toro sia andato in nazionale", conclude.

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