Comunali Milano, Sala è avanti di un punto ma è incognita alleanze
Parisi non ha perso tempo, e ha già fatto un appello in tv chiedendo il voto "a tutti i milanesi che vogliono cambiare"

 Sarà un'elezione al fotosfinish quella del sindaco di Milano. Dopo il primo turno, infatti, il candidato di centrosinistra Giuseppe Sala e il suo avversario di centrodestra Stefano Parisi sono testa a testa, divisi da poco più di 5000 voti. Avanti, per un'incollatura, c'è Mr Expo, che ha raccolto il 41,7%delle preferenze (224.115) contro il 40,7% di Parisi (219.219). Un risultato inimmaginabile fino a qualche settimana fa e molto incoraggiante per il centrodestra. Sala, infatti, ha potuto mettere sul piatto della bilancia consensi e popolarità raccolti con l'Esposizione Universale, Parisi invece, pur essendo un manager molto noto e avendo fatto esperienza a Palazzo Marino come capo di gabinetto di Gabriele Albertini, si presentava da outsider, sostenuto da una coalizione litigiosa, che comprendeva sia Silvio Berlusconi che Matteo Salvini, talmente in rotta tra loro da evitare di incontrarsi anche alla festa di chiusura della campagna elettorale milanese.

Adesso, in vista del ballottaggio del 19 giugno, i due candidati dovranno andare a caccia di voti. E lo faranno anche cercando di portare alle urne i tanti che hanno disertato il primo appuntamento elettorale. A Milano l'affluenza si è fermata al 54,66%, contro il 60% delle Europee del 2014 e il 67,56% delle elezioni comunali del 2011, che hanno decretato la vittoria del sindaco Giuliano Pisapia (in quell'occasione, però, si poteva votare sia di domenica che di lunedì).

Per vincere, Sala e Parisi dovranno anche intercettare parte dei voti del grillino Gianluca Corrado, che ha ottenuto il 10,06%. Il candidato M5S ha fatto sapere che tra due settimane annullerà la scheda e che lascerà liberi gli elettori di scegliere "il meno peggio" tra i due avversari. Per Corrado, infatti, sono troppe le differenze con Sala e Parisi, a partire dall'urbanistica, con una diversa visione per il recupero degli scali ferroviari, passando per la gestione della macchina comunale e la mobilità (i Cinquestelle vorrebbero limitare l'accesso al centro cittadino solo ai veicoli non inquinanti e elettrici). Nessun punto di incontro, insomma, almeno sulla carta.

Importanti saranno anche i voti raccolti dalla coalizione di sinistra 'Milano in Comune' guidata da Basilio Rizzo, che si è fermata al 3,56%. Le posizioni di Rizzo, attuale presidente del Consiglio Comunale, sembrano decisamente più vicine a Sala che al candidato di centrodestra. Questa mattina, però, in una intervista al Tgr Rai, ha precisato che "al ballottaggio si vota per non fare vincere qualcuno" e bisogna valutare "con serietà" possibili apparentamenti, perché, ha spiegato, "ci sono una serie di problemi" da risolvere. Decisivo, per Rizzo, sarà l'impegno che i candidati metteranno sul tema delle periferie. "Sala non sfonda al centro e ha perso voti popolari - ha concluso - non meraviglia che nelle periferie non sia andata bene".

I giochi, però, sono apertissimi. Per questo Parisi non ha perso tempo, e ha già fatto un appello in tv chiedendo il voto "a tutti i milanesi che vogliono cambiare". Sala, invece, commenterà il risultato elettorale alle 15. Bocche cucite anche tra i suoi sostenitori più accesi, tra cui il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina e l'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino, che ieri sera, dopo le prime proiezioni che vedevano Mr Expo in vantaggio di 5 punti, si erano invece lasciati andare a commenti più ottimisti.
 

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