Comunali, esame 'antimafia' per 3500 candidati: 14 impresentabili
La presidente della commissione Bindi: "2500 sono quelli controllati solamente per Roma Capitale"

Sono 14 i nomi dei candidati che la commissione Antimafia ha giudicato 'impresentabili'. Lo ha annunciato la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, presentando la relazione sulla situazione dei comuni sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso in vista delle elezioni del 5 giugno 2016. "Otto - ha spiegato Bindi - sono riconducibili all'incandidabilità per la legge Severino, che hanno quindi certificato il falso e si tratta di condanne gravi; 3 casi di ineleggibilità, nel caso quindi di elezione questi dovrebbero essere sospesi dalle prefetture;  3 casi relativi al codice di autoregolamentazione".

UN SOLO IMPRESENTABILE. "I candidati al Consiglio comunale di Roma sono tutte situazioni nelle quali non si registra un discostamento, sia dalla legge Severino, che dal codice di autoregolamentazione. Nel VI municipio qualche situazione critica l'abbiamo rilevata".  Secondo Bindi infatti nella capitale "è stato rilevato solo un caso tra tutti i candidati in una lista civetta" in pratica nella lista civica Giovanni Salvini.

DATI RESTANO PREOCCUPANTI. Rispetto allo scorso anno c'è "una situazione incoraggiante" perchè vi è una "attenzione alla qualità della classe dirigente, i dati restano preoccupanti, ma la situazione è rassicurante anche nelle situazioni più critiche" ha sottolineato Bindi.

LISTE CIVICHE VARCO PER MAFIE.  "Che le liste civiche fatte nel modo con il quale abbiamo rilevato nei comuni in oggetto siano un varco per le mafie è  indubbio" ha sottolineato Bindi. "Abbiamo visto nel tempo la presentazione di liste civiche nate per protesta contro la politica - ha aggiunto - ma il quasi 100% di liste civiche in quasi tutti i comuni sciolti per mafia è allarmante".

3500 PRESI IN CONSIDERAZIONE. "Il lavoro svolto è molto importante abbiamo preso in esame la posizione di oltre 3500 candidati 2500 nel solo comune di Roma" ha sottolineato Rosy Bindi, presentando la relazione sulla situazione dei comuni sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso in vista delle elezioni del 5 giugno 2016. I comuni presi in esame sono, come ha spiegato Bindi: di San Sostene (Cz), Joppolo (Vv), Badolato (Cz), Sant'Oreste (Rm), Platì (Rc), Ricadi (Vv), Diano Marina (Im), Villa di Briano (Ce), Morlupo (Rm), Scalea (Cs), Finale Emilia (Mo), Battipaglia (Sa) e Roma.   La commissione Antimafia ha effettuato "una triplice verifica relativa all'applicazione della legge severino, sia nei casi di incandidabilità che ineleggibilità, e alla luce del codice della commissione di autoregolamentazione" ha detto Bindi.

PER LEGGE SEVERINO SERVE TAGLIANDO. "Per la legge Severino serve un tagliando e non siamo solo noi a dirlo" ha sottolineato l'esponente dem.

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