Comunali, 14 "impresentabili" Bindi: Liste civiche varco per mafie
Esame della commissione Antimafia per 3200 candidati alle prossime amministrative

Non esiste un 'caso De Luca', ma la lista degli 'impresentabili' alle amministrative del 5 giugno prossimo delinea un dato allarmante: le liste civiche "sono un varco per le cosce" mafiose. Rosy Bindi a meno da una settimana dall'apertura delle urne, dopo aver vagliato nella commisisone bicamerale Antimafia, oltre 3.200 candidati, di cui 2.220 solo a Roma, ha reso noto una lista di 14 nomi che per la legge Severino e il codice di autoregolamentazione farebbero meglio a non comparire. "Otto - ha spiegato la presidente - sono riconducibili all'incandidabilità per la legge Severino, che hanno quindi certificato il falso e si tratta di condanne gravi; 3 casi di ineleggibilità, nel caso quindi di elezione questi dovrebbero essere sospesi dalle prefetture;  3 casi relativi al codice di autoregolamentazione".

I NOMI DEGLI IMPRESENTABILI. A Battapaglia sono: Carmine Fasano (condannato in via definitiva a un anno di reclusione e 3 mila euro di multa); Daniela Minniti (condannata per bancarotta fraudolenta a due anni di reclusione); Lucio Carrara (condannato in via definitiva a due anni di reclusione); Francesco Procida (condannato in via definitiva a due anni e nove mesi di reclusione ed 1450,00 euro); Bartolomeo D'Apuzzo (condannato in via definitiva un anno e due mesi di reclusione e 3 mila euro di multa); Demetrio Landi (condannato in via definitiva a un anno e sei mesi di reclusione e 4mila euro di multa e, nella stessa sentenza, condannato in via definitiva per violazione di domicilio, lesioni dolose e violenza privata tentata a due anni e due mesi di reclusione); Giuseppe Del Percio (condannato in primo grado per violazione delle norme sugli stupefacenti alla pena di 10 mesi di reclusione e 3 mila euro di multa; sulla condanna pende appello. Se eletto, andrebbe sospeso di diritto ai sensi della legge Severino). Nella Capitale è il VI municipio, quello più coinvolto nello scandalo di Roma Capitale, ad avere più nomi nella black list: Antonio Carone, (lista 'Viva l'Italia con Tiziana Meloni', che tra le 8 condanne definitive, ne ha riportato una per il delitto di ricettazione alla pena di due anni e sei mesi di reclusione e 900 euro di multa, ed è incandidabile ai sensi della legge Severino. Domenico Schioppa (lista 'Iorio sindaco' è stato prima arrestato in flagranza e poi condannato, in primo grado a 2 anni e 4 mesi di reclusione e 400 euro di multa. Se confermata la pena dovrebbe essere sospeso in base alla legge Severino); Giugliano Antonio (condannato in primo grado alla pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione e 1000 euro di multa); Fernando Vendetti (condannato in primo grado a un anno e 6 mesi di reclusione e 600 euro di multa) . Tra i candidati al consiglio comunale di Roma, inoltre, si evidenzia la posizione di Mattia Marchetti, nei cui confronti è stato emesso il decreto che dispone il giudizio immediato per il delitto di tentata estorsione, in concorso con altra persona, oltre che per porto e detenzione di armi. Il processo è in fase dibattimentale con udienza fissata al 14 novembre 2016. A Scalea: l'incandidabilità riguarda Carmelo Bagnato. A San Sostene in provincia di Catanzaro è segnalato Alessandro Codispoti.

PER LEGGE SEVERINO SERVE TAGLIANDO. Rosy Bindi non ha dubbi e ribadisce chiaramente che le liste civiche sono un vivaio per la criminalità "non vogliamo certamente delegittimare questi tentativi. Ma il 100 per cento delle liste civiche in quasi tutti i comuni sciolti per mafia, 100 per cento a Morlupo, 100 a Sant'Oreste. Qualcosa vuol dire...".  Un dato però è altrettanto evidente: "Rispetto allo scorso anno c'è  - constata la presidente - una situazione incoraggiante" perchè vi è una "attenzione alla qualità della classe dirigente, i dati restano preoccupanti, ma la situazione è rassicurante anche nelle situazioni più critiche". Di certo però a questo sforzo della politica, secondo Bindi, dovrebbe essere affiancato "un tagliando della legge Severino" e questo ricorda la deputata Dem "non sono solo io la prima a dirlo a dirlo".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata