Civati deposita i quesiti referendari su Italicum, Jobs Act e Sblocca Italia

Roma, 16 lug. (LaPresse) - Vengono depositati questa mattina in Corte di Cassazione i quesiti referendari promossi da 'Possibile', il movimento di Pippo Civati. Sono sette più uno, quello sulla buona scuola che è ancora aperto alle indicazioni provenienti dal mondo scolastico. I primi due quesiti riguardano la materia elettorale: il primo propone l'eliminazione dei capilista bloccati e delle candidature plurime; il secondo, invece, è per l'abolizione dell'Italicum. C'è quindi il blocco di quesiti ambientali: il terzo è per fermare le trivellazioni in mare; il quarto propone di togliere il carattere strategico delle trivellazioni. Il quinto ha lo scopo di abrogare lo Sblocca Italia, superando la politica delle grandi opere a favore delle piccole opere. Il sesto e il settimo sono sul Jobs act: esclusione del demansionamento e tutela del lavoratore dai licenziamenti collettivi. L'ottavo propone l'eliminazione del potere di chiamata del preside-manager previsto dal provvedimento della 'Buona Scuola', voluto dal governo.

C'è tempo fino al 30 settembre per raccogliere le 500mila firme necessarie per indire i referendum entro il 2016, altrimenti la votazione scalerà al 2017. Le firme possono essere raccolte dal giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale prevista per domani, vale a dire da sabato giorno di inizio di 'Politicamp'. Dal 17 luglio (a partire dalle 18) a domenica 19 luglio (fino alle 15) nella Limonaia di Villa Strozzi a Firenze si terrà la sesta edizione della convention promossa da Pippo Civati. A cinque anni dalla prima Leopolda, Civati torna a Firenze questa volta non sotto il vessillo del Pd, ma sotto quello di Possibile, il suo nuovo soggetto politico, lanciato lo scorso 21 giugno a Roma, che conta già più di 4mila tessere emesse e 150 comitati in Italia.

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