Centrosinistra ferito ma in campo. Zingaretti lavora a segreteria per nuovo Pd
Centrosinistra ferito ma in campo. Zingaretti lavora a segreteria per nuovo Pd

Per il Nazareno il dato politico è che per la prima volta gli elettori M5S e Lega non si sono sovrapposti o coalizzati contro il Pd ed è un calcolo che fa ben sperare per il futuro

Parola d'ordine 'nuovo centrosinistra'. Dopo i ballottaggi delle amministrative il Pd si scopre 'ferito', ma ancora vivo e combattivo. La coalizione guidata dai dem, pur partendo da una situazione di netto vantaggio, strappa un pareggio al centrodestra sui capoluoghi di provincia - finisce 7 a 7 - e conserva la maggior parte dei comuni, anche se anti sono quelli che lascia agli avversari. "Un'avanzata leghista c'è stata, ma niente a che vedere con un'ondata travolgente", analizza Paolo Gentiloni, secondo il quale la "prevalenza del nazionalismo estremista di Salvini che oggi appare un grande vantaggio può tradursi nel giro di pochi mesi in un limite o perfino in un ostacolo per un centrodestra largo e vincente". "Dai territori il segnale è forte: c'è un nuovo bipolarismo - commenta Nicola Zingaretti - L'alternativa a Salvini è possibile ed è rappresentata dal Pd e da un nuovo centrosinistra. Ora andiamo avanti".

Per il Nazareno il dato politico è che per la prima volta gli elettori M5S e Lega non si sono sovrapposti o coalizzati contro il Pd ed è un calcolo che fa ben sperare per il futuro. Il segretario intende farsi trovare pronto, lavora al 'Piano per l'Italia' e già in settimana potrebbe varare la nuova segreteria (sarebbero dentro i martiniani e fuori l'area che fa capo a Luca Lotti e Lorenzo Guerini) con l'obiettivo di iniziare a declinarlo fattivamente . Se questa è la rotta, il leader dem ha in mente anche i 'compagni di viaggio', alleati di un nuovo centrosinistra "aperto, civico e plurale. Costruiamo una nuova alleanza. E cambiamo il Pd, per andare incontro a quella voglia di partecipare e di combattere che sta riemergendo nel Paese - insiste Con il voto di ieri si è fatto un altro passo. La strada sarà lunga e difficile ma siamo in cammino". Certo, gli ostacoli ci sono. E Zingaretti non fa finta di nulla. "In questo voto, è inutile negarlo, ci sono ferite sulle quali occorrerà riflettere e capire come reagire". Le ferite più dolorose riguardano l'Emilia Romaglia. Il centrosinistra dopo 74 anni perde Ferrara e lascia al centrodestra anche Forlì. Ma se la Lega esulta per le 'roccaforti rosse' scippate al Pd, i dem non intendono indietreggiare: "L'Emilia Romagna 'conquistata' dalla Lega? Mi pare una rappresentazione falsa della realtà. Basta guardare i numeri: il centrosinistra vince in 174 comuni sui 235 al voto", replica Marina Sereni. Centrosinistra vincente, invece, in Toscana: riconquistata Livorno dopo la parentesi pentastellata di Nogarin e la vittoria di 14 ballottaggi su 18, dopo aver riconfermato Nardella sindaco di Firenze al primo turno.

Il risultato non sfugge ad Andrea Marcucci, da sempre vicinissimo a Matteo Renzi: "Leggo questo risultato come la conferma delle capacità di governare le città di questa regione - è la sottolineatura del capogruppo dem al Senato - credo che sia ancora una volta in Toscana il laboratorio del centrosinistra, che funziona meglio in Italia". A mettere in guardia dai distinguo è ancora una volta Walter Veltroni: "Le correnti, prive oltretutto di contenuto politico, possono distruggere il Pd e continuo a vedere un correntismo esasperato dentro al partito. Spero che Zingaretti abbia la forza per cambiare un andazzo che non va bene e lo invito a farlo".
 

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