Centrodestra, Salvini: Programma comune dalle piazze è priorità

Milano, 19 nov. (LaPresse) - "Non sono interessato a chi sarà nell'alleanza. Per me, l'importante è che ci sia un programma comune, un'idea di futuro sottoscritta da milioni di persone nelle piazze. Una volta chiaro ciò che vogliamo, il premier si può scegliere benissimo con le primarie". Lo afferma Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, in un'intervista al Corriere della Sera. Il programma sottoscritto nelle piazze vuol dire "che noi siamo pronti all'alleanza con chi dice no all'immigrazione, no alla riforma Fornero, sì alla cancellazione degli studi di settore. E sì alla flat tax che noi proporremo a Milano in dicembre, un'aliquota unica al 15% per tutti. Ma questo programma, integrato dagli alleati, dovrà essere sottoscritto nelle piazze. Magari insieme al nome del leader".

"Penso che il centro destra non debba essere un uomo solo al comando, quello lasciamolo ai renziani - aggiunge Salvini , che poi, però, ammette che "già la parola centrodestra mi fa venire l'allergia per il suo richiamo al passato, io credo che guardare indietro sia la cosa peggiore che possiamo fare. Noi crediamo che ci sia un'alternativa a Renzi che in Italia è maggioranza. Gente che oggi non vota perché non viene dato loro un messaggio chiaro". Sulla possibilità di un'alleanza con Ncd, che ieri ha fatto sapere che Salvini non può che essere fuori da un centrodestra moderno, il segretario della Lega afferma che nel suo progetto futuro Alfano "non è minimamente previsto" ma ammette che "invece nel suo partito ci sono persone valide. Ma lui è troppo distante, ha fatto la sua scelta".

"Io voglio vincere - afferma Salvini -. Voglio arrivare al 51%. Non credo, però, di arrivarci facendo il fighetta". E poi aggiunge che "chi è costretto a chiudere l'azienda, non è un moderato" e che "secondo l'Eurobarometro, per la prima volta in Italia gli anti euro sono più dei favorevoli". Assicura, però, di accogliere il consiglio di Marine Le Pen che ieri, a 'Ballarò', l'ha invitato a non allearsi con l'estrema destra. "La Lega il nome non lo cambierà mai" promette, ma per quanto riguarda le nuove Leghe del Centrosud, "quella è cosa diversa" e potrebbero portare il suo nome, perché "c'è una richiesta molto significativa per una cosa del genere, e dunque non avremo paura e accetteremo la sfida".

In Emilia Romagna, dove domenica si terranno le elezioni regionali, infine, pare che il primo ad 'aiutare' il candidato della Lega, Alan Fabbri, sarà Renzi: "Dei 13 miliardi di danni del terremoto di due anni fa, sono stati liquidati meno di 700 milioni. L'efficienza renziana è questa. E da ieri, tutti devono tornare a pagare Iva e versamenti Inps". E sul fatto che le trasmissioni delle reti Mediaset non lo invitino, forse per paura di un sorpasso politico, Salvini chiosa: "Berlusconi è un uomo che ha creato un impero e sa fare i conti. Sa dove va il consenso e dunque non credo ai bavagli".

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