Centrodestra, Parisi: Voglio rendere la coalizione radicale
"Siamo assolutamente indifferenti al risultato elettorale. Noi stiamo ricostruendo un'area politica che si è persa in questi anni"

"Siamo assolutamente indifferenti al risultato elettorale. Noi stiamo ricostruendo un'area politica che si è persa in questi anni". Lo afferma Stefano Parisi in una intervista al Foglio. E glissa su Silvio Berlusconi il quale ha detto che lui, se prosegue uno schema di rottura con Matteo Salvini, non è il ricostruttore dell'area del centrodestra: "Io voglio ricostruire - con le migliaia di persone e amministratori che sto incontrando in tutta Italia, convinte ed entusiaste -, un centrodestra liberale, popolare e anche 'radicale' nel senso del contrario del moderatismo' centrista. Bisogna recuperare una prospettiva per quei milioni di elettori che il centrodestra così com'è hanno smesso di votarlo, ma che in quelle idee e in quei progetti, rivisti e rilanciati, credono. Dunque: se vince il Si, bisognerà ricostruirlo contro il renzismo così come si è delineato. Se vince il No, dovremo ricostruirlo contro Grillo. Perché è chiaro che, se vince il No, non è politicamente una vittoria di Forza Italia, o di D'Alema, ma dei Cinque stelle". 

E aggiunge: "FI, Ncd, Verdini o chiunque altro non sono i nostri competitor. Noi intendiamo proporre riforme radicali, non pasticciate e di mediazione' utili per l'Italia Sull'economia, la Pubblica amministrazione, la libertà di fare-intraprendere di comunità e singoli che oggi sono bloccati. Ricostruiamo un'area politica e civile che oggi non si riconosce più nei partiti. In questo, Trump ha dimostrato di aver vinto senza un partito. Berlusconi ha il dovere legittimo di decidere da che parte orientare il suo partito: o verso Salvini, o verso questo progetto liberal-popolare. Noi non siamo un partito: chi vuole aggregarsi è libero di farlo". 

Quindi conclude: "Confondere l'Italia con gli Stati Uniti è un errore. E Salvini non è Trump. Ha rigenerato un partito che stava implodendo, ma non rappresenta quei milioni di voti che sono l'elettorato perduto del centrodestra liberal-popolare", "guardi la Francia. Tutti a parlare della Le Pen, e la destra francese non sta scegliendo un populista. Ma un uomo di destra, di governo, con idee radicali"

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