Centrodestra, è di nuovo intesa. Ma il Cav mette in difficoltà Salvini con M5s

Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega si presenteranno insieme alle prossime elezioni regionali e agli appuntamenti amministrativi

"Il centrodestra è unito, funziona e non solo esiste, ma anche resiste". Silvio Berlusconi riappare di fronte alle telecamere dopo mesi di assenza. E lo fa nel modo più istrionico possibile, al termine di un vertice fiume di quattro ore a Roma con Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Consumata la cena ad Arcore, ha funzionato anche il pranzo a palazzo Grazioli. Il primo risultato è l'accordo sulle prossime elezioni locali. Il Cavaliere assicura che la sua creatura - la coalizione di centrodestra - c'è ancora e si

"Il dubbio che il rapporto tra Lega e Cinquestelle fosse qualcosa di più c'era - spiega la leader di Fdi Giorgia Meloni - invece Salvini ha chiarito che Lega bene o male è ancorata al centrodestra, non è passata dall'altra parte. Si stanno rendendo conto che è difficile trovare sintesi con una forza diversa sul piano delle idee: i Cinquestelle sono strutturalmente di sinistra". La Lega ci tiene poi a precisare che "a livello nazionale resta l'accordo di programma con i Movimento 5 stelle per realizzare il programma di governo nei prossimi 5 anni".

La replica è alla boutade del Cavaliere che un'altra volta ruba la scena al Capitano, regalando il suo pronostico a taccuini aperti e microfoni accesi: "In un futuro non lontano il centrodestra finalmente tornerà al Governo, tornerà alla guida del Paese per la fortuna degli italiani che usciranno, credo, abbastanza presto da questo stato di ubriacatura che si sono presi per i Cinquestelle". Spunta subito in mente il flash back della prima consultazione al Quirinale quando un Berlusconi muto elencava con le dita della mano i punti enunciati da Salvini a nome della coalizione, per poi rubare il microfono e mettere tutti in guardia dal M5S.

Quirinale, show di Berlusconi

Anche questa volta, la profezia del Cavaliere creerà qualche grattacapo al vicepremier leghista che durante il vertice è entrato e uscito da Grazioli per partecipare a una riunione della Lega sulla manovra. Camicia bianca, di rigore senza cravatta, Salvini lascia temporaneamente il vertice con Berlusconi e Giorgia Meloni per raggiungere Bitonci e Garavaglia nel palazzo di fronte dato in uso al Viminale, assicurando che con gli ex alleati si è parlato soltanto di "tasse, lavoro e immigrazione". E il tetto alle pubblicità sventolato dai Cinquestelle? "Non ho tempo di pensare a queste cose". Ma il Cavaliere probabilmente sì. E pare che un'intesa sia stata raggiunta anche sue questo fronte. Quale che sia l'esito del pranzo, Salvini ne esce rafforzato. A chi gli chiede se non tema fibrillazioni nel Governo in seguito al vertice replica gelido: "È mio dovere ascoltare e incontrare tutti". La parola Rai non fa capolino dal vertice, ma l'intesa su Marcello Foa prossimo presidente dell'azienda di viale Mazzini sembra ormai scontata. Ma soprattutto Fi e Fdi avrebbero garantito al vicepremier di votare a favore delle misure della Lega contenute nella manovra - e non, invece, per quelle dei Cinquestelle. 

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