Berlusconi richiama Salvini: "Torni nella casa del centrodestra"

Il Cav cambia linea e addolcisce i toni col Carroccio. Attacchi solo per il M5s. E annuncia il lavoro sui senatori responsabili pronti a cambiare casacca pur di far cadere il governo

Silvio Berlusconi non ne ha saltata una in 25 anni di 'amicizia' con Bruno Vespa e per 'Rivoluzione', ultima opera del conduttore televisivo, non si fa trovare impreparato. Diversa la location, questa volta è l'hotel Plaza di via del Corso e non il Tempio di Adriano, ma la formula è la stessa: intervista tre contro uno. I temi del giorno sono tutti per il leader di Forza Italia e lui non si fa cogliere impreparato: la manovra "da riscrivere completamente" ma quello che si deve cambiare davvero "è questo governo di incapaci". Anche l'aaccordo raggiunto a Bruxelles sul 2,04 per cento è "una buffonata" viste le dichiarazioni di guerra contro l'Ue dell'esecutivo sulla soglia del 2,4 del rapporto Deficit-Pil, che ha fatto perdere agli italiani "milioni di risparmi e isolato il Paese". "Ben venga però la marcia indietro" se si evita la procedura di infrazione e si scongiura una "recessione ormai certa".

Berlusconi, è evidente, cambia registro nei confronti del 'forse alleato' Matteo Salvini: le critiche infatti ora sono tutte per i 5Stelle. Al leader della Lega riserva infatti l'ultimo appello per "un ritorno necessario nella casa del centrodestra". Il Cav ricorda che con la coalizione ha "stipulato un contratto con milioni di italiani con un programma di centrodestra". Sembra l'ultimo canto del cigno, ma non è così. Il leader azzurro, se da una parte conferma che Salvini sarà il candidato premier in caso di elezioni anticipate o formazione di una nuova maggioranza, dall'altra scioglie 'quasi' la riserva sulle prossime elezioni di maggio, tanto per ricordare al vicepremier che ancora non ha deciso di mollare la politica. "È molto probabile che alla fine accetti di candidarmi alle prossime Europee" e "lo farò in tutti i collegi seguito da una donna" sottolinea. La vittoria di Salvini così appare scontata, concorda, "ma con la mia discesa in campo a maggio posso contribuire al partito per un 3-4 per cento in più".

Il richiamo a rinvigorire l'alleanza e trovarsi pronti, perché questo governo "ha i giorni contati", risuona forte e chiaro. Tanto che il Cav rende quasi pubblica l'operazione di formazione di un gruppo di responsabili autonomi in Senato: "Non conosciamo i nomi ma conosciamo i discorsi tra esponenti dei M5s e i nostri senatori" che ha come obiettivo quello "di dar vita a un nuovo governo". Rumors di palazzo parlano di una decina di senatori scontenti pronti a cambiare casacca ma, chiarisce quasi offeso Berlusconi, "non si parli di compravendita, perché qui non si caccia un centesimo".

Insomma a chi lo dava per finito, destinato a padre nobile del partito, l'ex premier promette battaglia e anzi quando si parla del 'dopo di lui' si lascia andare a una battuta, di quelle taglienti: "Non è vero che io non abbia mai scelto un delfino. La verità è che tutti i delfini che si sono presentati si sono rivelati tutti delle sardine".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata