Ceccanti: "Vi spiego perché non si può votare l'8 luglio"
Il costituzionalista Pd, intervistato da Lapresse, dimostra che non si potrà andare alle urne prima del 15 luglio

Il costituzionalista Stefano Ceccanti, deputato Pd (nella foto), spiega perché non è possibile tornare alle urne l'8 luglio, come invece sostengono il segretario della Lega e il leader M5S. Il parlamentare Dem dipinge a LaPresse come possibilità solo teorica l'ipotesi di un esecutivo istituzionale sostenuto da Forza Italia e Partito democratico senza Lega e M5s: i voti basterebbero, se Salvini si astenesse.

Qual è la prima data utile per andare a votare?
Il 15 luglio è il primo giorno possibile. Il nuovo Governo, anche se viene nominato e giura il giorno 8 maggio, con il giuramento è in carica ma deve comunque presentarsi al Senato per la fiducia nei giorni successivi. Quindi, a norme vigenti, l'8 luglio è impossibile.

Per quale ragione?
Perché c'è una norma che regola il voto all'estero e impone un tempo minimo di 60 giorni dal decreto di scioglimento delle Camere. Il decreto però deve essere emanato dal nuovo governo quindi non si andrebbe prima del 15 luglio. Per arrivare all'8 luglio ci vuole non solo il decreto di scioglimento e di indizione delle elezioni, ma anche una norma regolamentare che cambi il termine dei 60 giorni o un decreto legge.

Perché Matteo Salvini e Luigi Di Maio parlano invece dell'8 luglio?
Perché pensano che si possa fare un decreto con cui superare questa norma, ma è una cosa piuttosto delicata. Mi chiedo, per esempio, queste cose potrebbero essere fatte da un governo che non ha mai ricevuto la fiducia? Per di più, non è costituzionalmente anomalo che, a consultazioni aperte, due leader suggeriscano loro le date del voto?

Il Pd è disposto a votare un governo istituzionale anche se M5s e Lega non lo appoggiano?
Il Pd vota comunque un governo del Presidente.

Potrebbe partire un governo istituzionale sostenuto da Forza Italia e Pd senza M5S e Lega?
In teoria sì, se Salvini si astiene: non ce n'è bisogno. In pratica è molto difficile che questo accada. Attenzione che, contrariamente a quanto si dice, non serve la maggioranza assoluta, ma solo che i 'sì' battano i 'no'. Se le posizioni restano quelle di ora, la maggioranza non c'è perché voterebbe solo Pd e forse Fi. A meno che non ci siano altri singoli o gruppi che in modo consistente si astengano e al momento non pare.

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