Caso scontrini, Orfini: "Non mi scuso con Marino, via perché non era adeguato"

La scelta di sfiduciarlo, spiega l'ex presidente del Pd dopo l'assoluzione, "non è mai stata legata all'inchiesta"

Ignazio Marino è stato assolto per la vicenda degli scontrini, ma Matteo Orfini non intende fare nessun 'mea culpa'. "Alcuni, compreso qualche dirigente del Pd, mi chiedono di scusarmi per la scelta di sfiduciarlo - scrive su Facebook l'ex presidente Pd ed ex commissario del Pd di Roma - . Ovviamente non credo di doverlo fare, perché quella scelta l'ho assunta spiegando fin dal primo momento che non era legata all'inchiesta. Marino non era adeguato a quel ruolo, stava amministrando male Roma, la città era un disastro". 

Sul caso interviene anche l'ex segretario Pd Matteo Renzi, che sposa, con toni più morbidi, la versione di Orfini: "Dopo il sindaco Raggi anche un altro sindaco di Roma, Ignazio Marino, è stato assolto. Ne sono felice perché solo i vigliacchi brindano per le condanne. Noi siamo garantisti sempre. La vicenda degli scontrini contro Marino è stata una violenta campagna di fango del Movimento Cinque Stelle contro l'allora sindaco per i suoi guai giudiziari. Portarono persino le arance in Consiglio Comunale, gesto barbaro, che peraltro si è ritorto contro gli stessi grillini", scrive nella sua enews.

"Quanto alle polemiche interne al Pd, ricordo che le dimissioni di 26 consiglieri del Pd e il decadimento del sindaco non avevano niente a che fare coi problemi giudiziari o con gli scontrini. Nel 2015 la scelta del Pd romano fu totalmente figlia di valutazioni amministrative legate al governo di Roma. Il Pd romano prese una decisione politica, non fece una guerriglia giudiziaria. Si può essere d'accordo con la scelta dei consiglieri oppure no. Ma quella era una scelta politica non giudiziaria: sovrapporre i piani serve solo a regalare ai Cinque Stelle un alibi per le responsabilità nella campagna di fango che vide protagonisti loro, non certo il Pd", sottolinea Renzi.

Qualche ora prima, sempre su Facebook, Marino è tornato sulla notizia della sua assoluzione: "È un sollievo ma non posso affermare di essere allegro. Penso infatti a tutte le persone, familiari, amici, compagni di sogni e progetti che hanno sofferto con me, e per me, in questi anni".  "Mi sento solo di dire grazie a tutti voi e agli straordinari professionisti che mi hanno assistito. Voglio a tutti un gran bene e vi sono davvero grato per il vostro affetto oltre che onorato della vostra stima", aggiunge.

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