Caso Ruby, le tappe della vicenda

Milano, 24 giu. (LaPresse) - A poco più di tre anni dall'inizio della vicenda e a soli due anni e mezzo dall'avvio delle indagini a carico di Silvio Berlusconi (iscritto nel registro degli indagati il 21 dicembre 2010) il processo di primo grado per concussione e prostituzione minorile del cosiddetto 'caso Ruby' oggi potrebbe già andare a sentenza. Ecco le tappe della vicenda.

RUBY ARRIVA A MILANO.

- 3-7 settembre 2009. Ruby incontra Emilio Fede al concorso di bellezza 'Una ragazza per il cinema' a Sant'Alessio Siculo (Messina). Ruby dice di avere 16 anni. Fede è il presidente della giuria e davanti a tutti parla di una ragazza di 13 anni e si impegna ad aiutarla. Poche settimane dopo Ruby si trasferisce a Milano, dove fa un colloquio nell'agenzia di Lele Mora e dichiara di avere 20 anni. Per l'agente dei vip fa soprattutto serate in discoteca.

- Il 14 febbraio 2010 la giovane marocchina viene accompagnata per la prima volta ad Arcore con un'auto messa a disposizione da Lele Mora. Con lei c'é anche Emilio Fede. Nel corso della serata racconta a Berlusconi e agli altri ospiti di avere 24 anni, di essere figlia di una cantante egiziana, imparentata con il presidente Mubarak, e di un manager brasiliano. Racconta anche di avere rotto con la famiglia perché voleva convertirsi al cristianesimo e mostra i segni delle bruciature che ha in testa. Poi tutti scendono nella sala del bunga bunga. Al termine della serata Ruby riceve una busta con 2000 euro da Berlusconi.

- La giovane marocchina torna ad Arcore la sera del 20 febbraio e si ferma a dormire a casa di Berlusconi. Verrà nuovamente invitata il 27 e 28 febbraio, il 9 marzo, a Pasqua e Pasquetta che erano il 4 e 5 aprile. A casa di Berlusconi trascorre anche le feste del 24, 25 e 26 aprile e dell'1 e 2 maggio. Per i pm di Milano in quelle occasioni ha rapporti sessuali con Berlusconi.

LA NOTTE IN QUESTURA.

- Il 27 maggio 2010 Ruby viene accusata di furto da Caterina Pasquino, alla quale nel frattempo rivela di essere molto vicina a Berlusconi e in una telefonata da Arcore aggiunge: 'Ora ballo, poi mi spoglio e faccio sesso'. Viene portata in questura e affidata a Nicole Minetti. Lei, invece, torna a casa con la escort brasiliana Michelle Conceicao.

- Il 5 giugno 2010 Ruby litiga con la Conceicao. Interviene la polizia e la ragazza, ancora minorenne, dice di essere stata obbligata a prostituirsi e viene portata in ospedale per accertamenti. Interviene la magistratura e torna a galla la notte che Ruby ha trascorso in questura tra il 27 e 28 maggio, con tanto di telefonata da parte di Silvio Berlusconi ai vertici di via Fatebenefratelli per chiudere in fretta la vicenda.

- Nell'estate del 2010 Ruby, che nel frattempo è stata affidata a una comunità per minori di Genova, viene sentita cinque volte dai pm di Milano a cui dice di non aver mai fato sesso con il Cavaliere.

- Ruby continua a tempestare di telefonate il ragioniere Giuseppe Spinelli, contabile di casa Berlusconi, a cui tutte e ragazze ospiti di Arcore si rivolgono per richieste di denaro e pagamenti. Lui prende tempo, ha l'ordine di non pagare più. Ad un certo punto le fa avere 5 mila euro. Lele Mora e l'avvocato Luca Giuliante si interessano alla sua situazione.

- Il 6 ottobre 2010 Ruby racconta all'avvocato Giuliante, a Lele Mora e a un misterioso 'emissario' di Silvio Berlusconi che cosa ha riferito ai magistrati di Milano. All'incontro partecipa anche Luca Risso, compagno della giovane marocchina, che al telefono con la ex fidanzata Serena Facchineri, parla di 'scene hard con il pr... con una persona' descritte da Ruby.

- Nello stesso periodo Ruby racconta a tutti di essere sul punto di ricevere 5 milioni di euro da Berlusconi. Nel corso di una perquisizione, in un'agenda di Ruby, gli agenti di polizia troveranno un appunto con scritto 'Ricevere 4,5 milioni da B. entro due mesi. Cinquantamila per libro (...) 70mila da Dinoia', avvocato della ragazza in una fase della vicenda e '170 consegnati da Spinelli'. Per l'accusa, si tratta di cifre compatibili con le uscite da un conto di Berlusconi. Ruby sarebbe stata pagata per 'sembrare pazza' davanti ai magistrati e per il suo silenzio sul fatto di aver fatto sesso a pagamento con il Cavaliere quando era minorenne.

LA PRIMA 'DIFESA' POLITICA DEL CAVALIERE.

- Il 9 novembre 2010 l'allora ministro dell'Interno Roberto Maroni riferisce in Parlamento sulla vicenda e dice che nella notte tra il 27 e il 28 maggio i funzionari della questura di Milano si sono comportati correttamente. Berlusconi avrebbe telefonato al capo di gabinetto Ostuni per aver 'informazioni' sul fermo di 'una ragazza nordafricana che gli era stata segnalata come la nipote del presidente egiziano Mubarak'.

- Immediata la reazione del pm del tribunale dei minori Annamaria Fiorillo, che si è occupata del caso. Il giorno successivo ai giornalisti dice che 'le dichiarazioni rese dal ministro Maroni in Parlamento, che sembrano essere in accordo con il comunicato del procuratore Bruti Liberati, non corrispondono alla mia diretta esperienza del caso, dunque io desidero portare la questione davanti al Consiglio superiore della magistratura'.

- Maroni annuncia una querela e la Fiorillo si difende ribadendo di non avere mai autorizzato l'affidamento di Ruby a Nicole Minetti e di non aver creduto nemmeno per un minuto alla parentela con Mubarak. La stessa versione il pm la riferirà in aula il 4 marzo 2013. Il Csm il 10 maggio 2013 sanzionerà il pm Fiorillo per aver parlato con i giornalisti.

IL PROCESSO.

- Il 21 dicembre 2010 viene iscritto nel registro degli indagati Silvio Berlusconi per le accuse di concussione e prostituzione minorile. I pm indagavano già su Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione minorile. Utilizzano intercettazioni, mappano le celle telefoniche a cui fa riferimento Arcore.

- Il 13 gennaio 2011 la Corte costituzionale, con 13 voti favorevoli e tre contrari, modifica profondamente la legge sul legittimo impedimento: ora spetta al giudice stabilire se l'impedimento sia legittimo oppure no.

- Il 14 gennaio 2011 a Berlusconi viene notificato un invito a comparire davanti ai procuratori aggiunti Ilda Boccassini, Pietro Forno e Antonio Sangermano. I pm indicano le date del 22, 23 o 24 gennaio. I pm sostengono di avere 'prove certe' della concussione e della prostituzione minorile tanto da pensare di procedere col rito immediato, che salta la fase dell'udienza preliminare e potrebbe portare alla prima udienza entro tre mesi. Avvisi di garanzia sono notificati anche a Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile. Vengono perquisiti uffici a Milano, anche in Regione, oltre alle case delle ospiti di Berlusconi in centro città e in via Olgettina. Gli agenti si presentano poi nella comunità di Genova dove risiede Ruby per effettuare un'altra perquisizione. In questura vengono sentite la giovane marocchina e numerose altre ragazze coinvolte.

- La polizia si presenta nell'ufficio del ragioniere Giuseppe Spinelli, ma agli agenti è stato opposto il divieto di entrare perché la stanza sarebbe di pertinenza della segreteria politica di Berlusconi. Per questo i pm spediscono alla giunta competente di Montecitorio una richiesta di autorizzazione alla perquisizione dell'ufficio di Spinelli.

- 16 gennaio 2011 Berlusconi invia un videomessaggio a Studio Aperto, in cui afferma di avere una fidanzata ormai da tempo: si tratta di 'una relazione stabile', dice, di 'un rapporto d'affetto con una persona' che durerebbe da un paio d'anni. Tra le più papabili Francesca Pascale, già star di Telecafone e consigliere comunale a Napoli (che sarà successivamente presentata da Berlusconi come la sua giovane compagna), e Nicole Minetti, ex igienista dentale, ex ballerina a Colorado Café, infine consigliere regionale in Lombardia.

- Il 17 gennaio 2011 sul tavolo della giunta per le autorizzazioni della Camera arriva l'incartamento della Procura di Milano. Sono 389 pagine in cui si dimostra, secondo i magistrati, che Berlusconi organizzava in casa festini con donne procurate da Fede, Mora e Minetti. Dell'invito a comparire, in teoria, non si possono fare fotocopie ed è chiuso in una stanza dove nessuno può entrare, tranne i 21 membri della giunta. Guardie anche nell'anticamera e giuramento da parte del presidente Castagnetti: 'Non trapelerà niente'. Intercettazioni e carte, invece, trapelano.

- Il 9 febbraio 2011 i pm chiedono che Berlusconi venga giudicato con rito immediato, saltando quindi la fase dell'udienza preliminare.

- Il 15 febbraio 2011 il gip Cristina Di Censo riconosce come fondate le accuse rivolte contro il premier nel caso Ruby e concede la procedura del rito immediato. Il Cavaliere si dovrà presentare in aula al tribunale di Milano il 6 aprile 2011 davanti ai giudici della quarta sezione penale.

- Il 4 marzo 2011 'Il Fatto Qutidiano' denuncia il tentativo di falsificare la data di nascita di Ruby, per farla apparire maggiorenne, all'anagrafe in Marocco da parte di alcuni misteriosi personaggi venuti dall'Italia.

- Il 5 aprile 2011 alla Camera passa, con una maggioranza di 12 voti, la richiesta presentata dalla maggioranza per il cosiddetto 'conflitto di attribuzione' con la procura di Milano. Secondo il centrodestra i reati ipotizzati nei confronti di Berlusconi nel processo Ruby sono di competenza del Tribunale dei ministri. La Procura di Milano sostiene invece che il Cavaliere, quando ha telefonato alla questura per far liberare Ruby, non abbia agito in qualità di presidente del Consiglio ma abbia abusato della sua funzione. A decidere sarà la Consulta, che dopo aver ammesso il ricorso, il 14 febbraio 2012 stabilisce che non si tratta di un reato ministeriale e che il processo deve rimanere a Milano.

- Il 6 aprile si apre il processo Ruby davanti ad un collegio tutto al femminile. A giudicare Berlusconi sono Carmen D'Elia, Orsola De Cristofaro e Giulia Turri. La D'Elia s'è occupata in passato del processo Sme e ha condannato Cesare Previti a 5 anni. De Cristofaro è famosa per il processo alla clinica Santa Rita di Milano. Turri ha giudicato Fabrizio Corona.

- L'11 aprile Berlusconi si presenta in Tribunale a Milano per un'udienza del processo Mediaset. All'esterno organizza un vero e proprio comizio durante il quale spiega che Ruby era stata 'pagata per evitare che si prostituisse'.

- Una versione ribadita in aula anche il 19 ottobre 2012 dallo stesso Berlusconi nel corso delle sue dichiarazioni spontanee. Berlusconi tiene a sottolineare che 'a casa sua non poteva accadere nulla di illecito', come hanno dichiarato atre 35 persone. In aula il Cavaliere ammette di aiutare molte delle ragazze coinvolte, a cui versa mensilmente 2500 euro.

- Lo stesso giorno testimoniano anche i funzionari di polizia coinvolti nella vicenda e il commissario Giorgia Iafrate dice di avere avuto l'autorizzazione di affidare Ruby alla Minetti dal pm Fiorillo, che però in aula smentisce questa circostanza.

- Ruby, al processo che porta il suo nome, non testimonierà mai. Dopo due assenze, il 14 gennaio 2013 a sorpresa accusa e difesa concordano nel rinunciare alla sua testimonianza e limitarsi ad acquisire le dichiarazioni che la ragazza ha reso in fase di indagine e nel corso del porcesso Ruby bis.

- Il 4 marzo 2013 il pm Antonio Sangermano inizia la requisitoria. Il procuratore aggiunto Ilda Boccassini dovrebbe terminare l'8 marzo. Berlusconi nel frattempo accusa una forte 'uveite bipolare' e viene ricoverato al San Raffaele. A colpi di certificati medici e legittimi impedimenti legati agli impegni elettorali, le udienze slittano. L'11 marzo circa 150 parlamentari del Pdl 'marciano' sul Tribunale di Milano e manifestano davanti all'ingresso principale e davanti all'aula del caso Ruby contro la decisione dei giudici di mandare una visita fiscale al San Raffaele per accertare le condizioni d salute del Cavaliere.

- Il processo viene sospeso, in attesa che il 6 maggio la Cassazione si pronunci sull'istanza di remissione presentata dai legali del Cavaliere, che hanno chiesto di spostare i processi Mediaset e Ruby a Brescia perché il clima a Milano non è sereno. L'istanza è respinta e il 13 maggio il pm Boccassini chiede che Berlusconi sia condannato a 6 anni, di cui 5 anni per concussione e uno per prostituzione minorile, all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e di sei anni dagli uffici legali.

- I difensori di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, nell'udienze successiva del 3 giugno ne hanno chiesto l'assoluzione. Oggi ci sarà spazio per eventuali repliche da parte dei pm e controrepliche della difesa, poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio per emettere la sentenza.

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