Caso Ruby, Ghedini: Io candidato, fermare processo

Milano, 21 gen. (LaPresse) - Gli avvocati di Silvio Berlusconi, Piero Longo e Niccolò Ghedini, nell'aula del processo Ruby hanno sottolineato il fatto che condurre la campagna elettorale "è una necessità oggettiva" anche per loro, candidati nelle file del Pdl, e non solo per il loro assistito. Per questo hanno rinnovato la richiesta di sospendere il dibattimento fino al termine delle elezioni. La stessa istanza era già presentata dalla difesa Berlusconi la scorsa settimana, e respinta dal collegio presieduto da Giulia Turri. Ieri "sono state depositate le liste elettorali. Capolista al Senato è Silvio Berlusconi, secondo è chi vi parla e nella stessa lista vi è anche l'avvocato Piero Longo". Perciò il processo Ruby si deve fermare perché secondo Ghedini "c'è l'esigenza di consentire ai parlamentari uscenti di condurre la campagna elettorale".

"La politica non è soltanto andare in Parlamento", ha sottolineato Ghedini, a chi gli aveva fatto notare, in una pausa del processo, come nella scorsa legislatura sia stato spesso assente dal Parlamento. Per Ghedini, che poco prima aveva chiesto ai giudici di fermare il processo per consentirgli di condurre la campagna elettorale, fare politica significa soprattutto "scrivere leggi, siglare accordi e mettere a punto la linea politica del partito. Anche perché - ha precisato - io sono il responsabile politico del Pdl". "Non ho mai mancato un voto in Parlamento - ha concluso - quando questo mi è stato richiesto".

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