Caso Ruby, Berlusconi: Mai scene di natura sessuale a casa mia

Milano, 19 ott. (LaPresse) - "Posso escludere con assoluta tranquillità che si siano mai svolte scene di natura sessuale a casa mia". Lo ha detto Silvio Berlusconi in un passaggio delle dichiarazioni spontanee che sta rilasciando nel corso dell'udienza del processo Ruby che lo vede imputato per concussione e prostituzione minorile. Berlusconi ha parlato delle cene nella sua casa di Arcore "di cui si è molto favoleggiato - ha detto - con una intrusione nella vita di cittadino privato che non ha precedenti". Durante le feste si mangiava tutti assieme nella sala da pranzo, accompagnati da Mariano Apicella e da altri cantanti professionisti. Poi c'erano "spettacoli in costume che non avevano alcunché di volgare" e "nella discoteca che è stata dei miei figli si ballava e avveniva ciò che si vede in ogni locale pubblico - ha proseguito - anche se io non ho mai ballato per un vecchio fioretto fatto in gioventù".

Berlusconi ha ammesso di aver telefonato in questura a Milano nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, ma solo per "chiedere informazioni" su Ruby e non per abusare della sua funzione di presidente del Consiglio inducendo i funzionari di via Fatebenefratelli a rilasciare la ragazza, fermata per un furto. "Non ho mai esercitato alcuna pressione sui funzionari della questura di Milano - ha detto l'ex premier - ma mi sono limitato a chiedere informazioni" nella convinzione che fosse parente dell'ex presidente egiziano Hosni Moubarak. Berlusconi, per smontare la tesi dell'accusa, ha anche sottolineato che "ipotizzare che io volessi mantenere il segreto sullo svolgimento di quelle serate ad Arcore è risibile. Sui giornali si era già letto tutto sulle mie serate di Roma e di Villa Certosa".

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