Caso Ruby, Berlusconi assolto. Lui: Archiviata triste pagina, ora torno in campo

Roma, 11 mar. (LaPresse) - "Ora, archiviata anche questa triste pagina, sono di nuovo in campo per costruire, con Forza Italia e con il centrodestra un'Italia migliore, più giusta e più libera". Silvio Berlusconi all'indomani della sentenza con cui la Cassazione lo ha definitivamente assolto dalle accuse di concussione e prostituzione minorile nell'ambito del caso Ruby, affida a una nota i commenti sulla vicenda.

"ERO CERTO DELL'ASSOLUZIONE". L'ex premier spiega di non avere mai avuto nulla "da rimproverarmi", perché "certo che le mie ragioni sarebbero state riconosciute". "Finalmente la verità - aggiunge Berlusconi - Oggi è una bella giornata per la politica, per la giustizia, per lo stato di diritto".

"DANNI ALL'IMMAGINE DI TUTTO IL PAESE". Per Berlusconi l'intera vicenda dl caso Ruby "ha fatto innumerevoli danni non solo a me, alla mia famiglia e alle altre persone innocenti coinvolte, ma a tutti gli italiani, alla vita pubblica del nostro Paese e alla nostra immagine nel mondo".

"MAGISTRATI CORAGGIOSI E INDIPENDENTI". Dal Cavaliere sono arrivati anche elogi ai magistrati della sesta sezione penale della Cassazione che hanno fatto il loro dovere senza farsi condizionare dalle pressioni mediatiche e dagli interessi di parte. Quello che in altri Paesi sarebbe scontato in Italia è una prova di coraggio e di indipendenza che merita rispetto e ammirazione".

AVVOCATI DEL CAV: ORA TORNA LA SERENITA'. "La sentenza della Corte di Cassazione - commentano i legali del leader di Forza Italia, Franco Coppi, Piero Longo, Niccolò Ghedini e Filippo Dinacci - chiude definitivamente un lungo processo, tanto penoso per il presidente Berlusconi quanto impegnativo per gli avvocati. Torna la serenità, con la soddisfazione di tutti quelli che non hanno mai creduto all'originale ed azzardato impianto accusatorio".

DIECI ORE DI CAMERA DI CONSIGLIO. La decisione della corte di Cassazione è arrivata dopo quasi dieci ore di camera di consiglio. I giudici hanno rigettato il ricorso presentato dal procuratore di Milano, Piero De Petris, dopo l'assoluzione in Appello del luglio dello scorso anno e hanno quindi respinto la richiesta del procuratore Eduardo Scardaccione, che aveva chiesto di annullare con rinvio l'assoluzione dell'ex premier.

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