Casalino contro Il Foglio: 'Chiude'. Poi si scusa: 'Scherzavo'
Battuta del portavoce di Conte al cronista del quotidiano: "Ma a cosa serve?". E nasce un caso politico

Scontro tra portavoce del premier e giornalista. Di per sé la notizia non è clamorosa, né un inedito, ma è quello che è successo tra Rocco Casalino, uomo della comunicazione del presidente del Consiglio, e Salvatore Merlo, cronista del "Foglio", giovedì pomeriggio, durante il brindisi del Movimento 5 Stelle per festeggiare l'ok dell'ufficio di Presidenza della Camera alla delibera Fico sull'abolizione dei vitalizi. Nel clima di giubilo pentastellato, qualche bollicina deve aver allentato i freni inibitori, così l'ex volto tv si è lasciato andare a una battuta, riportata dal giornalista: "Adesso che il 'Foglio' chiude, che fai? Mi dici a che serve il 'Foglio'? Perché esiste?".

Lo scambio sembrava nato e morto lì, sui siampietrini di piazza Monte Citorio. Invece il caso è montato nel corso delle ore, ha avuto eco su altri quotidiani, anche online, fino ad arrivare alle orecchie dei politici, soprattutto delle opposizioni. Come Michele Anzaldi del Pd, che chiede l'apertura di un'istruttoria da parte dell'Ordine dei giornalisti. Da par suo, però, Casalino si difende dicendo in pratica che di un'ironia è stato creato un caso. "Chi mi conosce sa bene che sono solito fare battute. E una battuta era anche quella rivolta al giornalista de 'Il Foglio', in un momento informale di festeggiamenti per i vitalizi", scrive in una nota il portavoce di Giuseppe Conte. "Sono certo che Salvatore Merlo ne fosse ben consapevole, considerando che ho specificato anche con lui che stavo scherzando - continua -. Credo fortemente nella libertà di stampa e nel pluralismo dell'informazione, sono il primo a volere che ci siano più mezzi di informazione possibili, ovviamente abolendo il finanziamento pubblico", conclude.

Casalino già in passato era stato oggetto delle attenzioni del quotidiano, che lanciò la notizia di un presunto 'taroccamento' del curriculum vitae sul social network 'Linkedin'. Il giornale diretto da Claudio Cerasa indagò su un master che il portavoce avrebbe conseguito nel 2000 in Business administration (Mba) alla Shenandoah University, negli Stati Uniti. Da alcune verifiche effettuato, l'ateneo Usa negò di aver avuto tra i propri studenti Rocco Casalino, il quale spiegò l'accaduto rivelando di non aver mai avuto un profilo sul portale dedicato al lavoro. Quella storia, poi, finì nel dimenticatoio. Ora, invece, si apre un nuovo capitolo. Sempre con gli stessi protagonisti

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