Paola Taverna vicepresidente del Senato
Sfrattata dalla casa popolare, la madre della senatrice Paola Taverna (M5S): "Ha altre proprietà". Ma lei resiste

Il caso sollevato da Repubblica. La vicepresidente del Senato: "Normale che voglia restare nella casa dove è sempre vissuta". Il Pd attacca: "Se non ha diritto deve andarsene". La sindaca Raggi assicura: "Taverna non mi ha mai chiesto nulla"

Vive dal 1994 in una casa popolare al Quarticciolo e non ha nessuna intenzione di andarsene. Al punto che ha fatto ricorso contro lo sfratto intimato dall'Ater (la società comunale che gestisce le case popolari a Roma). E' il caso della signora Graziella Bartolucci, madre di Paola Taverna, pasionaria del M5S, vicepresidente del Senato, nata e cresciuta in borgata, cosa di cui si è sempre vantata. La questione è stata sollevata da Repubblica che si è chiesta se sia giusto che la madre della vicepresidente del Senato, che avrebbe delle altre case in proprietà insieme alla figlia, occupi un alloggio popolare cui non avrebbe più diritto e resista per vie legali allo sfratto. 

"È incredibile che la madre della vicepresidente del Senato Paola Taverna risulti ancora assegnataria di una casa popolare. La signora risulta essere comproprietaria di altri immobili con la figlia. Il Comune di Roma prenda coraggio ed aiuti le famiglie che hanno davvero bisogno. La vicepresidente del Senato non è certo più tra queste". Lo afferma la senatrice Pd Caterina Bini, vicepresidente del gruppo dem a Palazzo Madama.

Ed ecco la replica di Paola Taverna che, però, non chiarisce la questione degli altri alloggi di proprietà che sua madre avrebbe: "Oggi 'Repubblica' dedica un articolo a mia mamma, una donna di 80 anni che percepisce la pensione minima e che vive in una casa popolare, come ho fatto io finché non mi sono sposata. In quella casa ci siamo cresciuti io, mia sorella e c'è morto mio padre. Qualche tempo fa, dopo un accertamento, sembra che mia madre non abbia più diritto a quell'alloggio. Ovviamente, come tutti i cittadini, ha agito per via legale e ha chiesto che venga chiarita questa situazione, perché lei pensa di averne ancora diritto. Quindi, mi domando quale sia la notizia che voleva dare 'Repubblica': che siamo poveri? Che non mi sono arricchita col mio lavoro? Che i 200mila euro che ho scelto di restituire li potevo usare per comprare una casa a mia madre?", prosegue. "Il ruolo che stiamo svolgendo noi del M5S serve per risolvere i problemi di tutti, non quelli personali. Mia mamma sta agendo bene, è normale che una persona a 80 anni desideri morire nella stessa casa dove è vissuta - continua -. Non provo vergogna a venire da una famiglia povera e ancor meno provo imbarazzo a dire che non ci siamo arricchiti con il mio lavoro. Non ho chiesto niente a nessuno, consiglio a mia madre di adire alle vie legali, del resto funziona così tra noi cittadini normali". 

Sulla questione interviene ATER (Azienda territoriale per l'edilizia residenziale Roma)::"il procedimento di decadenza dall'assegnazione dell'alloggio di proprietà ATER alla sig.ra Bartolucci è stato avviato dall'Azienda nel 2014 a seguito di accertamenti patrimoniali del nucleo familiare". "L'iter si è concluso con l'emissione da parte di ATER del Decreto di rilascio, attualmente impugnato dalla famiglia presso il Tribunale di Roma - sottolinea l'Ater - Inoltre è di esclusiva competenza di Roma Capitale (L.R. 27/2006 art. 53 comma 5 bis) dar seguito al decreto di rilascio con la firma dell'ordinanza di esecuzione da parte del sindaco. Lo sgombero viene tecnicamente eseguito dalla Polizia Locale e dalle Forze dell'Ordine alla presenza di personale ATER in rappresentanza della proprietà".

Ed ecco il punto di vista della sindaca Virginia Raggi: "Ho appreso questi caso da voi. La senatrice Taverna mai si è permessa di chiamare l'amministrazione o me e questo va sottolineato perché da quello che mi risulta in passato le assegnazioni delle case non avvenivano in questo modo. Sicuramente gli uffici faranno le indagini e si seguirà  la legge come per tutte le persone". 

"La mamma di Paola Taverna rischia lo sfratto dalla casa popolare a Roma ma per la vicepresidente del Senato c'è 'accanimento' da parte del Comune. Sono già finiti i tempi in cui i cittadini a 5 stelle predicavano la teoria dell'uno vale uno? Le regole non valgono per tutti allo stesso modo?". È quanto afferma Stefano Pedica del Pd. "Mi auguro che Raggi tratti questa vicenda con la massima serietà e trasparenza e che, soprattutto, non sia solo un modo per fare l'ennesimo spot grillino a uso e consumo dei social", conclude.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata