Carfagna (Fi): Violenza sulle donne fa più vittime della mafia

Roma, 25 nov. (LaPresse) - "La violenza sulle donne miete più vittime della mafia". Lo ha ricordato Mara Carfagna, portavoce dei deputati di Forza Italia, durante il suo intervento alla Camera in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. "Non ci interessano le celebrazioni fini a se stesse - ha aggiunto la deputata - non ci interessa la retorica, non ci interessano gli annunci e le buone intenzioni. Ci interessa sapere cosa realmente sta facendo il Governo. Cosa aspetta il Governo a dare attuazione concreta e non formale alla Convenzione di Istanbul?". "Stiamo ancora aspettando di conoscere lo stato dell'arte dei lavori della task force interministeriale, un organo elefantiaco composto da 10 ministeri, da rappresentanti degli enti territoriali, da rappresentanti del mondo dell'associazionismo - ha proseguito Carfagna nel suo intervento -. E' più di un anno che aspettiamo e non vorremmo, visto il malcostume di questo Governo, trovarci di fronte a un'altra data disattesa e di fronte ad un'altra promessa non mantenuta perché, in questo caso, si tratterebbe di un gioco fatto sulla pelle delle donne italiane. Una pelle che porta già troppe cicatrici alcune delle quali difficilmente rimarginabili".

L'ex ministro per le Pari opportunità ha poi ricordato che "i centri antiviolenza rischiano di chiudere", che "la legge di Stabilità non prevede il rifinanziamento delle politiche di genere", e che "il Governo voleva far passare una norma per abolire la custodia cautelare per il reato di stalking", sottolineanche che "ancora langue senza risposta la richiesta pressante fatta da Forza Italia affinché questo governo si doti di un'interlocutore istituzionale per affrontare questo problema e cioè di un ministro per le Pari Opportunità". "Chiediamo che il Governo non prenda più in giro le donne italiane ha concluso Carfagna -. Chiediamo che il Governo non prenda più in giro il mondo dell'associazionismo. Chiediamo che siano rifinanziati i centri antiviolenza, che oggi costituiscono l'unico presidio a tutela della sicurezza e delle libertà delle donne italiane. Ma, soprattutto, chiediamo rispetto per le tante vittime di questo Paese non solo nelle ricorrenze come quelle di oggi, ma tutti i giorni con fatti concreti, non solo con promesse e slide".

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