Carceri, Severino: Prima parola bimbi è 'apri', servono case protette

Roma, 27 nov. (LaPresse) - I bambini in carcere insieme alle mamme detenute "sono una sessantina e si deve fare il possibile per non farli crescere dietro le sbarre altrimenti, come mi ha raccontato un agente di polizia penitenziaria, la prima parola che imparano è 'apri!'". Lo afferma il ministro della Giustizia Paola Severino, in una intervista a Famiglia Cristiana. "Per queste situazioni - sottolinea - bisogna estendere gli Icam (Istituti a custodia attenuata per detenute madri), degli spazi accoglienti dove gli agenti sono senza divisa e i volontari portano allegria e fantasia. Ne ho visto uno a Venezia, dove l'arredamento è stato tutto donato da Ikea, con un atto di generosità da premiare. Ne ho visitato un altro a Milano, che funziona in maniera egregia grazie al contributo della Provincia. Credo inoltre profondamente nell'importanza delle case famiglia protette, dove donne e bambini in situazioni difficili possono recuperare un rapporto sereno con la società".

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