Caos in Senato, opposizione abbandona l'aula

Roma, 12 ott. (LaPresse) - Dopo una mattinata caratterizzata da forti tensioni l'assemblea del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulla nota di aggiornamento del Def. Al voto non hanno partecipato le opposizioni, che hanno lasciato l'aula in segno di protesta per la scelta di proseguire nei lavori dopo quanto accaduto ieri alla Camera. L'avvio della sessione dei lavori di palazzo Madama ha visto l'emiciclo tutto concentrato in un lungo dibattito sull'opportunità di proseguire nella discussione sul Def dopo la bocciatura ieri sera alla Camera del rendiconto generale dello Stato: le opposizioni chiedevano una sospensione dei lavori in attesa di sapere che cosa si sarebbe deciso Montecitorio, mentre la maggioranza era decisa ad andare avanti.

Il presidente del Senato Renato Schifani ha quindi convocato una conferenza dei capigruppo straordinaria per risolvere l'impasse, quando ancora non era giunto il verdetto della giunta per il regolamento di Montecitorio. L'accordo in capigruppo però non si è trovato e la palla è tornata all'aula. "Il presidente del Senato ha deciso di sottoporre all'assemblea la richiesta di sospensiva che noi come opposizioni abbiamo presentato ma che una maggioranza con i paraocchi non intende approvare perché vive nel mondo di Barbie", ha sintetizzato il presidente dei senatori dell'Idv Felice Belisario all'uscita della capigruppo straordinaria, sostenendo che "la maggioranza mette la testa sotto la sabbia come gli struzzi".

"Possiamo tentare in ogni modo di girarci intorno, trovando argomenti tecnici o tecnico-istituzionali", ha commentato Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, ma "l'unico rimedio possibile in questo momento alla mancata approvazione del rendiconto sono le dimissioni del presidente del Consiglio e del suo governo". In protesta contro il voto in aula sulla sospensiva, sulla quale la maggioranza aveva ovviamente i numeri per vincere, i senatori di Pd, Idv e Terzo polo hanno abbandonato i lavori. La richiesta di sospensiva è stata respinta dalla maggioranza rimasta sola in aula che, subito dopo, ha dato il via libera anche alla nota di aggiornamento al Def.

Per il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, quella dell'opposizione è stata "una evidente forzatura. Si è cercato di confondere un problema di carattere politico con uno di tipo istituzionale. Dire che quanto accaduto ieri alla Camera apre un problema politico anche grave è legittimo, anche se opinabile", ha aggiunto, "ma sostenere che c'è un obbligo di dimissioni dell'esecutivo a seguito del voto di ieri a Montecitorio è una forzatura che sottopone la Costituzione a una evidente strumentalizzazione. E' un peccato - ha concluso l'esponente Pdl - che un dibattito che si è svolto con toni pacati si sia concluso con una tale forzatura".

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