Cannabis light, la ministra Grillo frena: "Css? Conclusione forzata"
"Parere solo consultivo, è il governo che decide". E assicura: "Divieto di vendita non è in discussione, al massimo una regolamentazione"

"Una conclusione un po' forte visto che si tratta di un principio di precauzione e comunque di una quantità di sostanza attiva molto bassa". La ministra della Salute, Giulia Grillo, intervistata da La Stampa, torna sul tema della vendita della cannabis light e getta acqua sul fuoco acceso dal Consiglio superiore di sanità, "un organo comunque consultivo, dato che poi le decisioni le prende il Governo". E tra queste al momento "non c'è la chiusura dei canapa shop, casomai una loro regolamentazione", assicura.

"Rileggendo bene le carte del parere risulta che sui numerosi campioni testati nei laboratori solo in sei casi sono risultati valori in combinazione di Thc compresi tra lo 0,2 e lo 0,6%, che sono comunque limiti consentiti dalla legge. Per il resto il parere è tutto un se e un 'bisogna valutare' - aggiunge -. Diciamo che sono stati molto più cauti di quanto alcuni titoli sulle testate on line non abbiano fatto pensare. Sinceramente la conclusione di chiedere il divieto di vendita sarà tutta da valutare alla luce di reali prove di nocività. Agli italiani che ieri hanno letto un po' di notizie allarmistiche dico comunque di stare tranquilli".

Quindi niente divieti di vendita in vista? "Non c'è alcuna emergenza che lo giustifichi. Questa del resto è un'istruttoria iniziata nel 2017 e il 17 aprile è stato chiesto un parere all'Avvocatura dello Stato, che a sua volta deve ascoltare i numerosi ministeri competenti in materia e la Presidenza del consiglio. E anch'io vorrò sentire la valutazione scientifica dell'Istituto superiore di sanità. Comunque quello del Css è il parere di un organo consultivo, poi le decisioni le prende il governo e il divieto non è in discussione. Casomai sarà necessaria una regolamentazione del settore".

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