Campidoglio, Marino si prende Roma: Capitale liberata, daje!

Roma, 10 giu. (LaPresse) - Ignazio Marino è il nuovo sindaco di Roma. Il candidato del centrosinistra ottiene il 63,9% delle preferenze e batte al ballottaggio il primo cittadino uscente Gianni Alemanno. "Sono emozionato, mi rendo conto della grande responsabilità che la città mi consegna", dice salendo sul palco del Tempio di Adriano, dove è allestito il quartier generale del suo comitato elettorale. Ed emozionato Marino lo è davvero: quasi si commuove quando, congratulandosi con i membri del suo staff, li ringrazia per averlo "tollerato". "Perché quando sono sotto pressione - ammette - ho il difetto di essere un po' troppo pignolo e di rendere difficile la vita dei miei collaboratori".

Se l'emozione passa in fretta, resta il peso delle responsabilità: "Spero che nei prossimi anni Roma possa essere orgogliosa di me - si sbilancia - ce la metterò tutta, lavorerò sette giorni su sette". I valori che faranno da faro al suo lavoro, spiega, sono quelli del centrosinistra: "La città in cui credo io - scandisce - è una città che non si dimentica neanche un solo istante di chi è rimasto indietro". Si partirà dall'emergenza lavoro, dai giovani. Per poi lavorare su trasporto pubblico, scuola, emergenza rifiuti, cultura: con l'obiettivo di rendere Roma capace di riprendersi "il suo ruolo internazionale" che merita.

Dopo un lungo abbraccio con il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, Marino va "in mezzo alla gente". Per lui, i volontari del suo comitato hanno allestito un palco in piazza di Pietra e stappano una bottiglia di spumante al grido di 'sindaco, sindaco". "Abbiamo liberato Roma - strilla il neo sindaco ai sostenitori che lo hanno raggiunto in piazza - daje!". "Un buon bicchiere di vino, anche qualcosa di più, - scherza - questa sera ce lo possiamo fare, visto che non l'ho potuto fare in questi giorni per paura che la mattina dopo ne risentissi".

I festeggiamenti, in effetti, spiegano dal suo staff, a questo si limiteranno, almeno per stasera. Un brindisi e una cena privata, con i tanti volontari, lo staff e i membri del comitato elettorale che hanno accompagnato Marino dalle primarie al Campidoglio. Già, il Palazzo. Marino sceglie di non portare questa sera gli scatoloni nel suo nuovo ufficio. "Questa sera io non vado in Campidoglio - precisa il sindaco - è il palazzo che rappresenta la sacralità, la storia di questa città. Il passaggio di consegne deve avvenire in maniera formale come quel palazzo e quella storia merita".

Al precedente inquilino, Marino concede l'onore delle armi: "Spero ci sia la collaborazione, sul merito, sui temi, anche dell'opposizione e di quelle forze come il M5S e il movimento di Alfio Marchini - spiega - Dobbiamo confrontarci sui temi e credo che questo il sindaco uscente lo debba". Alemanno, dal canto suo, ammette subito la sconfitta. Già prima delle quattro del pomeriggio chiama il suo sfidante per le congratulazioni di rito. Quella di Marino "è una vittoria netta", sentenzia. Sono queste parole, che risuonano in diretta tv nel tempio di Adriano, a dare il via ai festeggiamenti pro Marino di volontari e membri dello staff. "Andremo avanti tutta la notte - spiega uno di loro - poi domani ci godiamo il meritato riposo". Da domani - il copyright è di Nicola Zingaretti - sarà Marino "a doversi rimboccare le maniche".

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