Camere, resta impasse su commissioni di garanzia, ma soluzione è più vicina
Copasir al Pd con Guerini e Vigilanza Rai a Forza Italia con il derby Romani-Gasparri. Il percorso sembra già scritto, ma c'è ancora l'ostacolo Fratelli d'Italia da superare

Sulle commissioni di garanzia finalmente ci siamo. O almeno è quello che credono fermamente le opposizioni, cui spetta da regolamento la presidenza del Copasir e della Vigilanza sulla Rai. Il termine per la presentazione delle liste da parte dei gruppi parlamentari è già scaduto, ma come fa notare una fonte autorevole "non siamo mica a scuola", quindi le presidenze di Camera e Senato chiuderanno un occhio pur di ottenere una conclusione ordinata delle trattative. Dal Partito democratico filtra ottimismo: "La maggioranza si è convinta del fatto che su questi organismi non può mettere bocca, quindi direi che siamo vicini alla svolta", confida ironicamente un dirigente di peso in Transatlantico alla Camera. Il riferimento è alla sorta di 'veto' che la Lega avrebbe posto su alcuni esponenti dem vicini all'ex premier Matteo Renzi.

L'accordo tra le due principali forze di minoranza prevede, infatti, che il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica sia guidato dal Pd, che schiera in pole position Lorenzo Guerini, che in passato è stato anima delle segreterie di Renzi al Nazareno. Di contro, l'intesa prevede che la commissione dedicata alla televisione di Stato sia affidata alle cure di Forza Italia, che ha già in canna un derby tra due big, Paolo Romani e Maurizio Gasparri: entrambi nomi graditi al vertice azzurro, anche se la scelta sarà effettuata guardando soprattutto agli equilibri interni. Se saltasse il 'patto' per la presa di posizione del Carroccio, però, Salvini si troverebbe nella scomoda situazione di doverne spiegare il perché al principale alleato di centrodestra, Silvio Berlusconi, già indispettito dalla vittoria di Di Maio nel braccio di ferro sulla delega alle telecomunicazioni del Mise.

C'è un altro ostacolo da superare, poi. Visto che a mettersi di traverso a questa divisione è anche Fratelli d'Italia (considerata borderline con la maggioranza, dopo l'astensione sul voto di fiducia al governo Conte), che ha mal digerito l'intesa raggiunta da dem e forzisti prima della riunione delle opposizioni del 19 giugno scorso. Difficilmente il partito di Giorgia Meloni riuscirà a spuntarla in questa partita, ma si creerebbe comunque una crepa se il Movimento 5 Stelle dovesse dare un tacito assenso a quello che in FdI definiscono un 'Nazareno bis in sedicesimi', con l'astensione al momento del voto nelle due commissioni.

In questa impasse l'unica certezza è che sia Roberto Fico sia Maria Elisabetta Alberti Casellati sperano in una soluzione in tempi brevi. La seconda e la terza carica dello Stato, a quanto si apprende, ne hanno discusso anche con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che - nel rispetto dell'autonomia del Parlamento - ha ricordato ai presidenti delle Camere l'esistenza della legge e una prassi consolidata. Se davvero la situazione si sbloccasse, invece, le commissioni di garanzia potrebbero essere convocate già la prossima settimana, tra mercoledì e giovedì, per la definizione di ruoli e contrappesi. A quel punto la diciottesima legislatura sarebbe davvero nella totale pienezza delle sue funzioni.
 

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