La cerimonia dei 100 anni dell'Aula di Palazzo Montecitorio
Camera, il centenario tra ritorni nei banchi e appelli alla memoria

Da Mattarella, accanto a Napolitano, a Casini e Fini fino a Cirino Pomicino e Paola Taverna: non c'erano tutti ma erano in molti - vecchi e nuovi - ad ascoltare il discorso del presidente Fico. Dal 20 novembre 1918 a oggi tante cose sono successe, belle e brutte, affascinanti e tragiche

Cento anni di Montecitorio, cento anni di storia patria e cento anni di storie non sempre comuni, cento anni racchiusi in un'ora intensa ed emozionale, anche emozionante, vissuta in una atmosfera davvero particolare poco prima di pranzo, un doveroso stop al lavoro delle commissioni. Non c'erano tutti ma erano in molti - vecchi e vecchissimi, nuovi e nuovissimi - ad ascoltare il discorso del presidente della Camera, Roberto Fico, le ricostruzioni degli storici, il viaggio a ritroso nel tempo degli scrittori. Un mix di facce straconosciute e rottamate della Prima Repubblica, botulinizzate e spavalde della Terza.

C'era il Capo dello Stato, rapito e silente, accomodato accanto al suo predecessore Giorgio Napolitano e agli ex presidenti della Camera, da Casini a Fini, da Violante a Boldrini; c'erano Paolo Cirino Pomicino e Paola Taverna, gli antipodi l'uno dell'altra, c'erano il gigante Guido Crosetto pronto a dimettersi e la filiforme Mara Carfagna.

Insomma, c'erano e come spesso accade gli assenti hanno avuto torto. Dal 20 novembre 1918 a oggi tante cose sono successe, belle e brutte, affascinanti e tragiche: la maggior parte è stata racchiusa in un filmato di mamma Rai dai contenuti forti, che ha strappato applausi (in particolare il ricordo di Giacomo Matteotti e Aldo Moro) e rinfrescato la memoria. Soprattutto agli studenti che hanno occupato i banchi dell'ala destra e che in qualche modo sono i pontieri del nostro futuro. Dicono che ci fossero più grillini di leghisti, forse per una volta non era il caso di fare la conta. Preferiamo ricordare una frase, questa: "Non bisogna mai perdere di vista la realtà del prossimo". Qualcuno la mandi a memoria.

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