Camera, alla buvette linea dura contro i furbetti dello scontrino
LaPresse è andata a ordinare un caffè tra i deputati di Montecitorio per verificare se, come è stato scritto, ora è linea dura contro i parlamentari

Non è più possibile fare i furbi alla buvette di Montecitorio. Un piccolo cartellino, posto in bella vista sul bancone metallico, lo mette in chiaro: "I clienti sono pregati di consegnare lo scontrino agli addetti al banco". LaPresse è andata a ordinare un caffè tra i deputati di Montecitorio per verificare se, come è stato scritto, ora è linea dura contro i parlamentari che, dopo aver consumato una brioche o un succo di frutta, fanno finta di niente e tornano in transatlantico o in aula.


Insomma, è vero che ora vengono controllati tutti? "Ma no", risponde sorridendo la cassiera della buvette, allungandoci il bigliettino per ritirare il caffè. Dopo aver servito una tazzina veloce a Danilo Toninelli del Movimento 5 Stelle, reduce da una protesta in emiciclo, un'addetta ritira lo scontrino, facendo attenzione a non lasciarlo sul bancone. Nel frattempo, il sottosegretario all'economia Enrico Zanetti intrattiene un crocicchio di avventori, mentre il deputato Pd Emanuele Fiano conversa fitto al telefono.


Tutti mostrano lo scontrino prima di consumare: nei corridoi di Montecitorio ancora si parla della sfuriata di Maurizio Lupi o delle occhiatacce di Dario Franceschini. Entrambi si sono arrabbiati dopo essere stati 'bacchettati' per non aver mostrato il documento di avvenuto pagamento. Il bigliettino viene infilzato dagli addetti con un apposito ago metallico, dietro al bancone. Visto l'imponente flusso di deputati (è mercoledì, uno dei giorni di massima affluenza), l'addetta al bar fa confusione: ci allunga una spremuta che invece doveva andare a un deputato che pasteggia leggero affettando del melone. Poi però il caffè arriva.


La società Compass Group, responsabile delle eleganti livree bianche che servono in maniera impeccabile i deputati, avrebbe dato direttive chiare: Niente furbi, altrimenti son sanzioni. In effetti, non pagare 1,5 euro per un muffin, una sfogliatella napoletana o un dolcetto, sembra davvero incomprensibile, soprattutto per un deputato. Per non parlare del caffè a 80 centesimi, cifra concorrenziale a molti bar romani. La buvette offre anche un'ampia scelta di alcolici. Per quelli, però, molti aspettano le sessioni notturne.
 

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