Calenda-Raggi, è guerra per Roma tra Avengers e superpoteri
Uno scontro infinito tra il ministro dello Sviluppo economico e la sindaca

Il rapporto 'dialettico' tra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e la sindaca di Roma, Virginia Raggi, non trova tregua neanche a governo dimissionario. Oggi è andato in scena l'ultimo scambio di battute tra i due: convitato di pietra delle loro discussioni è sempre stata la città di Roma, la situazione delle aziende che la capitale ospita, il loro futuro.

La prima cittadina, in un'intervista a 'Leggo', ha chiesto più poteri, più soldi e più autonomia. Poi, ha ribadito un concetto già esposto: "Dei famosi 3,2 miliardi non si è visto un euro - sottolinea Raggi -. Eppure le assicuro che, se anche nel piatto ci fossero stati pochi milioni, li avremmo presi immediatamente per il bene della città. Il resto è campagna elettorale. Fortunatamente è passata".

Nel giro di poco tempo ecco puntuale la risposta di Calenda che, con la sua consueta ironia, afferma su Twitter: "Direi che per come è messa Roma e per il grado di incompetenza della Raggi altro che superpoteri. Neanche gli Avengers al gran completo", cioè Hulk, Iroan Man, Capitan American e altri supereroi della Marvel.

 

 

Ma questo scambio non è certo il primo, anzi. I due sono passati da perfetti sconosciuti a l'uno contro l'altro armati. Nel mezzo, appunto, 'Il tavolo per Roma', una sorta di piano industriale per la Capitale che prevede il rilancio partendo da "diciannove progetti da attuare immediatamente o di particolare interesse strategico". Era previso, ad esempio, il piano per rinnovare la flotta di Atac; le pattuglie interforze contro l'abusivismo e la vendita di merci contraffatte; la riqualificazione energetica di 250 scuole; il centro internazionale di ricerca biomedica e delle terapie innovative per la vita.

Un progetto ambizioso di circa 3 miliardi che era stato inaugurato con grandi complimenti da entrambe le parti. Calenda aveva parlato di un "bellissimo avvio" e la sindaca si spingeva a definire un "ottimo rapporto" con Calenda. Questo l'ottobre scorso. Nel giro di poche settimane, i toni e i rapporti sono cambiati. Il ministro ha iniziato a parlare del Comune come uno "spettatore assente" e della sindaca come "una turista per caso".

A quel punto è iniziato un vero e proprio climax, condito talvolta anche di insulti. E' arrivato quindi febbraio, e Raggi è tornato ad attaccare Calenda sui "soldi mai arrivati". A quel punto, il ministro è sbottato dando a Raggi della "incompetente" e "arrogante". La risposta non è tardata ad arrivare: la prima cittadina ha bollato l'uscita come un "bluff elettorale".

Il 15 febbraio, a ridosso del voto, l'ultimo scontro. Calenda ha tuonato: "Il Tavolo è chiuso" e ha puntato il dito contro "l'immobilismo" dell'amministrazione. Da allora il silenzio, poi il tweet al vetriolo che potrebbe non far chiudere qui il duello sul rilancio di Roma.

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