Calderoli: Vedo Kyenge e penso a orango. Prima si giustifica: Una battuta. Poi si scusa al telefono

Roma, 14 lug. (LaPresse) - E' polemica sulle dichiarazioni shock del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli che in occasione della festa della Lega a Treviglio ha detto, facendo riferimento al ministro Cecile Kyenge: "Quando la vedo non posso non pensare a un orango".

CALDEROLI SI SCUSA CON KYENGE. Dopo una lunga giornata di polemiche, Calderoli ha poi telefonato al ministro Cecile Kyenge, porgendole le sue scuse. Scuse accettate dalla politica di origine congolese ma solo a titolo personale, ha fatto sapere il suo portavoce: dal un punto di vista istituzionale, invece, ha precisato, "la questione resta aperta". Calderoli "non deve chiedere scusa a me - ha detto il ministro - ma deve fare una riflessione sulla carica che ricopre. Bisogna superare il fatto di ricondurre tutto a un problema personale".

"ERA UNA BATTUTA PER METTERE SIMPATIA". In una prima fase Calderoli aveva tentato di giustificarsi cavandola così: "E' stata una battuta, per mettere della simpatia". Via web e non solo lo sdegno per le offese dell'ex ministro leghista alla titolare del dicastero dell'Integrazione, medico di origine congolese.

CHAOUKI (PD): "CALDEROLI SI DIMETTA". Uno dei primi a manifestare indignazione su Twitter è stato Il deputato del Pd Khalid Chaouki che ha scritto: "Vanno pretese le sue scuse e le dimissioni da vice presidente del Senato. Non sottovalutiamo il razzismo".

LETTA: "PAROLE INACCETTABILI". Il premier Enrico Letta ha condannato senza mezze misure l'affermazione xenofoba del leghista in una nota: "Le parole riportate oggi da organi di stampa e attribuite al senatore Calderoli nei confronti di Cecile Kyenge sono inaccettabili. Oltre ogni limite. Piena solidarietà e sostegno a Cecile. Avanti col tuo e col nostro lavoro".

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