Botta e risposta Renzi-Juncker. Premier: Non vado col cappello in mano a farmi dire cosa fare

Roma, 4 nov. (LaPresse) - "In Europa ce la stiamo giocando, non l'abbiamo vinta nè persa ma stiamo facendo dei goal. E' cambiato il clima per l'Italia, in Europa non vado a dire 'per favore ascoltateci', non vado con il cappello in mano. Non vado a Bruxelles a farmi spiegare cosa fare e l'ho spiegato anche a Barroso e Juncker". Così il premier Matteo Renzi nel corso di un'intervista a Massimo Giannini per Ballarò, su Rai3, rispondendo a distanza al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. "Devo dire al mio caro amico Matteo Renzi che io non sono il presidente di una banda di burocrati, forse lui lo è", aveva detto Juncker nel corso della conferenza dei presidenti in Parlamento europeo. "Io - ha aggiunto - sono il presidente della Commissione europea che è una istituzione europea, quindi invito tutti i primi ministri a rispettare la mia istituzione perché non siamo meno legittimati rispetto ad altri". Juncker è ritornato all'ultima riunione del vertice del Consiglio europeo, dove il presidente del Consiglio e il premier britannico, David Cameron, hanno usato toni forti nei confronti dell'Ue. Juncker non ha fatto nomi, ma ha tenuto a precisare che "non mi è piaciuto come si sono comportati alcuni primi ministri". "Per l'Italia, la sua storia, il suo futuro chiedo rispetto. Anzi: pretendo il rispetto che il Paese merita #Europa", ha invece scritto il premier su Twitter.

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