Bossi: L'Italia va a picco, la Storia esige la Padania

Dalla nostra inviata Elisa Sola

Crissolo (Cuneo), 16 set. (LaPresse) - "Che l'Italia va a picco lo hanno capito tutti". Lo ha detto il leader della Lega Umberto Bossi alla 'festa dei popoli padani' a Pian del Re, sulle pendici del Monviso, durante il comizio del rito dell'ampolla. "E' chiaro - ha aggiunto - che bisogna proporre qualcosa di alternativo: la Padania". Al popolo verde che gli gridava "Secessione" Bossi ha risposto: "Se certi passi vanno fatti in favore della storia, quando la storia lo permette è chiaro, se no è caos, è guerra inaccettabile". "Come sarebbe andata a finire lo sapevamo, dopo la crisi sapevamo che sarebbe finita male. Dopo la crisi non c'è per il nord la possibilità di mantenere Roma e l'assistenza al sud".

"Ci aspetta un anno molto positivo in cui la Padania va a disegnarsi", ha continuato Bossi. "Hanno cercato di fermarci in tutti i modi - ha aggiunto - perfino con i ciclisti al giro di Padania. Se ci fossi stato io... sarebbe finita male, avrebbero chiuso il giro, che è quello che volevano. Ma per fortuna c'era mio figlio Renzo che ha i nervi più saldi di me". Il Senatur è passato poi a parlare delle pensioni: "Sulle pensioni - ha detto - il mondo sta andando alla rovescia, c'è la sinistra che vuole tagliarle, la Lega no. Sulle pensioni non molliamo. Le pensioni non si toccano. Alla fine l'abbiamo spuntata. Adesso manca solo un grande impegno per i giovani, ma noi abbiamo fatto quel che si doveva fare. Abbiamo detto no al taglio delle pensioni. Anche ieri alcuni alleati hanno tentato, ma noi non abbiamo ceduto. Toccare le pensioni - ha ancora ribadito il leader del Carroccio - era una cosa ingiusta. Avevamo tutti contro, re, confindustria, poteri forti, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. L'abbiamo spuntata".

Il leader del Carroccio è apparti sereno. "Siamo venuti anche se un po' acciaccati perché speriamo che l'acqua del Po ci porti fortuna", ha raccontato all'inizio del comizio, prima di procedere al tradizionale rito dell'ampolla. Centinaia di leghisti in camicia verde lo hanno osannato. "Umberto, Umberto", hanno gridato in continuazione durante il suo discorso. Anche gli striscioni affissi nella valle del Monviso erano tutti dedicati a lui: "Umberto sei uno di noi" e ancora "Umberto ti vogliamo bene". Il ministro delle Riforme è arrivato con il braccio ingessato per via dell'incidente al gomito che ha avuto giorni fa, accompagnato dal figlio Renzo, che lo teneva a braccetto. Poi, appena salito sul palco, con a fianco il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, il governatore del Piemonte Roberto Cota e naturalmente il figlio, ha cantato insieme ai militanti il 'Va' pensiero'. Dopo un comizio di circa 20 minuti ha prelevato in una ampolla l'acqua del fiume che riverserà domenica a Venezia. Il ministro, dopo, si è recato a Pian della Regina a mangiare la polenta in un rifugio.

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