Boschi confermata, ma centrodestra e centrosinistra spaccati

di Elisabetta Graziani

Roma, 18 dic. (LaPresse) - Il voto di oggi alla Camera, contrario alla sfiducia nei confronti del ministro Boschi, apre tre fronti. Uno interno all'esecutivo e al Pd, con un riconoscimento maggiore del ruolo del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. Un altro sul rapporto nel centrosinistra tra Pd e la neonata Sinistra Italiana, definitivamente incrinato dopo il voto favorevole alla sfiducia espresso da Si. E uno dentro il centrodestra che appare un'altra volta diviso, con Forza Italia che si astiene mentre Lega e Fdi - che insieme a Fi hanno presentato alla Camera una mozione di sfiducia al governo - votano per la sfiducia al ministro.

Con 373 voti contrari e 129 favorevoli è stata affossata alla Camera non solo la mozione di sfiducia nei confronti del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, ma anche quell'aura di diffidenza che circondava il ministro trentaquattrenne nelle fila della maggioranza tra i politici più navigati. Il discorso della ministra, interrotto più di tre volte dagli applausi, è stato un mix di accenti personali, rigore etico ed esposizione minuziosa dei fatti. E raccoglie gli elogi del centrista che piace ai marxisti Bruno Tabacci ("discorso ineccepibile") oltre a quelli del suo partito (il vicesegretario Lorenzo Guerini definisce Boschi "un gigante di natura politica e morale), mentre per la minoranza Pd parlano i voti contrari alla sfiducia espressi da Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo e Roberto Speranza.

Il Movimento 5 Stelle, che ha presentato la mozione per conflitto di interessi in seguito ai provvedimenti del governo sulle banche, lo sapeva come sarebbe finita. Alessandro Di Battista non si era fatto illusioni e, prendendo la parola in aula, lo aveva pronosticato. Ma non ha rinunciato comunque a invitare il ministro a rassegnare le proprie dimissioni ("Boschi dimettiti" e "il ministro ha un conflitto d'interesse grande non come una casa, ma come una banca"). L'azzurra Laura Ravetto, pur astenendosi dal voto secondo l'indicazione di partito, ha bollato come "una farsa, la mozione di stamattina".

Nella maggioranza però qualche brivido dev'essere corso, visto che a Montecitorio oggi erano presenti tutti i ministri-deputati: Graziano Delrio, Gian Luca Galletti, Maurizio Martina, Angelino Alfano, Marianna Madia, Giuliano Poletti, Federica Guidi, Beatrice Lorenzin e Andrea Orlando che, dopo il foglio di ieri con la bandiera nera dell'Is e i proiettili inesplosi, è volato in giornata a Tirana per un vertice sulla lotta al terrorismo. Assente invece il presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Consiglio europeo a Bruxelles.

Quando prende la parola, il ministro Boschi va diretta al punto. "I provvedimenti del governo hanno pur indirettamente favorito la mia famiglia? E' questa la domanda. Se la risposta fosse sì, sarei io la prima a ritenere necessarie le mie dimissioni". Boschi cerca di riportare la questione al nocciolo, sorvolando su quelle "maldicenze" messe in circolazione "nella campagna in atto" contro di lei e la sua famiglia. Ma ricorda i fatti: "Mio padre è stato sanzionato, commissariato e non ha incassato plusvalenze. Se ha sbagliato, deve pagare, ma non può essere giudicato dal tribunale dei talk show".

Sinistra Italiana vota la sfiducia e la accusa di mancanza di umiltà, di non essere andata a riferire in aula sul potenziale conflitto di interessi che avrebbe potuto interessarla in quanto il padre è stato vicepresidente della Banca Etruria, uno dei quattro istituti di credito in crisi salvati dal governo con un decreto. Ma il ministro Boschi si è messa in discussione al punto di valutare da sé le proprie dimissioni, eppure al tribunale della sua coscienza è risultata innocente e come tale si presenta di fronte alla Camera. Fino al veemente appello finale: "Potete ritenere che ho sbagliato o che non sono all'altezza, ma non vi consento di mettere in discussione la mia onestà, non ve lo consento io e non ve lo consentono i fatti che sono più forti del pressappochismo e della demagogia di questi giorni".

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