Borsellino, il figlio poliziotto: Lucia ha portato croce. Mattarella lo abbraccia

Palermo, 18 lug. (LaPresse) -Torna a parlare la famiglia Borsellino. E lo fa durante il giorno di commemorazione dei 23 anni dalla strage di Via d'Amelio e della morte di Paolo Borsellino. Manifestazione dell'Aula magna del palazzo di Giustizia a Palermo a cui sono presenti il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e i ministri Orlando e Alfano. assente invece Rosario Crocetta, al suo posto il suo vice, Baldo Gucciardi in rappresentanza della Regione.

Una presenza, quella di Manfredi Borsellino che non era invece prevista. "Ribadisco con forza il mio dovere di essere qui" perché, continua Manfredi "lo devo a mio padre e ora soprattutto lo devo a mia sorella. Lucia - ha affermato Manfredi, fratello di Lucia e figlio del giudice ucciso dalla mafia - da oltre un anno era consapevole del clima di ostilità in cui operava, delle offese che le venivano rivolte per compiere soltanto il suo dovere. Lucia ha portato una croce come mio padre, perché amava a dismisura il suo lavoro. E' rimasta fino al 30 giugno per amore di giustizia, per amore di suo padre".


La frase arriva dopo la pubblicazione sull'Espresso
di una presunta intercettazione choc in cui il suo interlocutore, il medico Matteo Tutino, augurava all'ex assessore Lucia Borsellino di fare ""a fine del padre". Frase smentita dei pm del capoluogo, tornati a ribadire che della conversazione nelle inchieste della Procura non c'è traccia, ma riconfermata dal direttore dell'Espresso.


E ancora: "Quella lettera dice tutto indipendentemente da ciò che poi i quotidiani hanno riportato fino a oggi. Non posso entrare per le mansioni che ricopro nel merito delle indiscrezioni giornalistiche di questi giorni, ma posso dire che quelle parole non hanno turbato l'interessata". Parole a cui è seguito un forte abbraccio tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il magistrato figlio di Paolo, visibilmente commosso.

Alfano: Io credo a lo Voi. "Io credo a Lo Voi". Così il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha risposto ai cronisti che gli chiedevano della presunta intercettazione tra Crocetta e il medico Tutino "se l'intercettazione non è vera come dice Lo Voi, chi ha fabbricato la bufala si deve dimettere- ha aggiunto -. Se, invece,fossero vere - ha aggiunto Alfano - Crocetta dovrebbe dimettersi». «Ma io - ha ribadito - credo a Lo Voi. Se ci sono altri magistrati che sono in possesso dell'intercettazione tra Crocetta e Tutino, la cui esistenza è stata smentita dalla Procura di Palermo, che lo dicano", ha detto il ministro a Palermo per la commemorazione della strage di via D'Amelio. L'incertezza crea - ha aggiunto - un clima insopportabile".

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