Bologna, centro destra cambia volto. Scontri tra antagonisti e polizia

Di Benedetta dalla Rovere

Bologna, 8 nov. (LaPresse) - Il centro destra cambia volto e affila le armi per la battaglia delle amministrative 2016. Una lunga marcia che porterà dritta alle prossime politiche del 2018 (che pottebbero essere anticipate al 2017). E per farlo di affida agli storci leader, come Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, e ai giovani, come Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

A sancire il passaggio, sono state proprio le parole del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. "Sono felice oggi di essere qui con gli amici degli ultimi 30 anni e i nuovi compagni del centro destra", ha detto l'ex premier, che dal palco della manifestazione "Liberiamoci", organizzata dalla Lega Nord in piazza Maggiore a Bologna, ha salutato i vecchi "compagni" come il Senatur e ha "incoronato" Salvini come nuovo "campione" della coalizione. E proprio il segretario del Carroccio e la sua energia sono "quello che consente a noi del centro destra di guardare al futuro con ottimismo", ha detto dal palco l'ex Cavaliere, sicuro che alle prossime elezioni la coalizione "sarà sopra il 40%".

"Combattendo insieme vinceremo le elezioni perché con Matteo, Giorgia (Meloni, ndr) e Silvio non ce ne sarà più per nessuno", ha assicurato il leader di Forza Italia, contento di tornare "davanti alla nostra gente, in una piazza così affollata, dopo 3 anni in cui mi hanno impedito di comunicare e consegnato ai servizi sociali". Nel suo intervento ha attaccato con forza il premier Renzi, che definisce "un signore mai eletto governa il Paese solo con il voto di un cittadino su sei ma cambia in suo favore la legge elettorale e ha l'ardire di cambiare la Costituzione". Critiche pesantissime, anche per Grillo: "Nei suoi discorsi - ha detto Berlusconi - ci sono passaggi che ricordano quelli dei Hitler".

Il suo ritorno è stato salutato dalla piazza con molti applausi, ma anche con parecchi fischi, non solo da parte di alcuni antagonisti, ma anche di un gruppo di giovani padani, infastiditi dai toni ancora da leader. "Va bene l'alleanza con Forza Italia - hanno spiegato - ma adesso il capo è Salvini". E che l'aria nel centro destra sia cambiata lo ha testimoniato anche il segretario federale del Carroccio Salvini, che dopo aver salutato "i centomila di Bologna, che cambieranno l'Italia", si è lanciato in un lungo discorso, tutto all'attacco. E non ha dimenticato di bacchettare i centri sociali, che con manifestazioni, scontri, e un sabotaggio dell'Alta Velocità, hanno cercato in ogni modo di compromettere la riuscita della "Pontina" in salsa bolognese. "Dopo i campi rom vengono i centri sociali - ha detto Salvini - li sgombereremo uno per uno con il sorriso".

Poi il leader padano guarda al futuro. "Un personaggio inutile come Angelino Alfano con noi non ci sarà mai", attacca il leader del Carroccio, che nel suo intervento non ha tralasciato i temi caldi, come quello della cittadinanza agli immigrati. "Altro che ius soli - ha detto - diamo il diritto di voto ai nostri 16 enni".

E sferra un durissimo attacco anche al premier. "Renzi, questo incapace, divide la società in uomini e bestie. Io divido la società in produttori e parassiti e Renzi è un degno rappresentante dei parassiti, come Alfano, la Boldrini, gente che in un paese civile non amministrerebbe neanche il condominio".

Le tensioni, iniziate in mattinata sul ponte di via Stalingrado, dove ci sono state diverse cariche da parte delle forze dell'ordine e un agente è stato ferito, sono proseguite anche in piazza Maggiore. Mentre Salvini veniva intervistato da Lucia Annunziata, al termine del comizio, alcuni antagonisti sono arrivati quasi in piazza Maggiore e si sono trovati a pochi centimetri da un gruppo di giovani padani. A dividerli, solo un cordone di polizia in tenuta anti sommossa. E dopo atti i di tensione, è partita una breve carica di alleggerimento. Dopo che il leader leghista ha lasciato la piazza, la situazione è tornata alla normalità.

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