Bersani: Legge di stabilità da rivedere, non è equa né efficace

Roma, 16 ott. (LaPresse) - "Ci sono dei problemi con la legge di stabilità", in particolare "nel congegno della parte fiscale, perché nell'insieme non ci sono né equità, né efficacia". "Sono poi da rivedere anche alcune questioni di merito ad esempio sulla scuola che non sono accettabili. Non daremo la fiducia al provvedimento? Io non minaccio, penso si possa modificare tutto con la ragionevolezza. La scuola ha bisogno di un attimo di pausa, perché non si può intervenire ogni due anni con l'accetta. Serve un quadro strategico con scelte ragionate che durino nel tempo che renda coerenti strumenti e obiettivi". Così Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, al videoforum di Repubblica.it sulle primarie fa il punto sulle reiterate modifiche alla legge di stabilità che il cdm sta valutando in queste ore. Un'impasse che ricorda quella sugli esodati, tema sui cui Bersani fa un appello: "In giro per il mondo s'è sparsa l'idea che riforma delle pensioni è perfetta. Non è così, quindi il Governo lo dica al mondo e correggano il meccanismo minimo di transizione che oggi non c'è".

Altro tema di stallo per il Governo è il decreto anti-corruzione, su cui Bersani rilancia: "Va inserito il falso in bilancio nel decreto, perché al momento non c'è". Ma a bloccare il provvedimento ci sono bel altre forze: "Noi intendiamo preservare la credibilità che Monti ha mostrato al mondo. L'azione di Governo è però contrassegnata dai limiti della situazione parlamentare, dalla strana maggioranza. Perché c'è qualcuno che tira il freno, ad esempio sulla legge corruzione non è colpa della Severino. Tutto ciò corrode l'agenda Monti". Anche perché secondo Bersani "la situazione politica è irrisolta, e non possiamo rimanere in mezzo al guado" aggiunge Bersani. Quindi solo Monti può salvare l'Italia? "Per me non può mettersi a riposo. Bisogna discutere con lui come possa esprimersi al meglio, lui ha in testa l'Italia, si ragionerà insieme sul dopo elezioni, la mia intenzione è quella".

Intanto però gli scandali si moltiplicano, dalle regioni ai comuni, e anche qui la colpa anche nel prevenirli è del centrodestra: "Si son fatte solo due cose sui costi della politica. Non c'è più il vitalizio ai parlamentari e il finanziamenti ai partiti è stato dimezzato. Sono due cose volute dal Pd, quello che non si è fatto è colpa del centrodestra che ha ribaltato il tavolo della riforma costituzionale. Basica sarebbe una legge sui partiti, dai codici etici sulle candidature al finanziamenti, ma ci sono partiti che non la vogliono". L'agenda politica è però intanto ferma sulla legge elettorale, ma qui Bersani si mostra ottimista: "Al 60-65% l'accordo si può fare. La nostra soluzione è solo il doppio turno. Stiamo lottando per garantire la governabilità. No alle preferenze che potrebbero nel 2013 far ripartire tutto nel bailame. C'è poi la tutela di genere. Infine la norma che i gruppi parlamentari siano solo quelli di chi si è presentato alle elezioni, basta Scilipoti".

A proposito poi delle prossime elezioni, Bersani va giù duro contro Renzi che chiede il pensionamento dei quadri del Pd, proprio come ha fatto Veltroni, che del Pd fu il primo segretario. "Quelli da rottamare li conosco tutti e ci parlo. Non c'era bisogno di Renzi perché facessero una riflessione. Non è invece accettabile che ci sia qualcuno che dice chi è il ramo secco o il motorino da rottamare. Io non decido i candidati, faccio rispettare le regole". E se vince Renzi? "Il rischio scissione non lo vedo, comunque vada. Anche perché fuori dal Pd alternative per il Paese non ce ne sono", risponde Bersani. E sulle regole opache delle primarie, Bersani è se possibile ancora più chiaro: "Vittimismi ne ho sentiti troppi. Se facciamo bene, il giorno dopo non ci ammazza più nessuno. Perché nessuno può fare una cosa simile. Chi vince, vince".

E poi corre per Palazzo Chigi, e qui la road map di Bersani è lucida: "I nostri avversari sono berlusconismo, leghismo e populismi antieuropei. I grillini propagandano non solo di uscire dall'euro e di non pagare neanche i debiti, non sono certo cose di sinistra... Non ci stanno surclassando, il Pd è ben in salute, siamo il primo partito di gran lunga. Anche le primarie in fondo, rischiando, ci stan facendo bene".

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