Berlusconi: "Tajani premier solo se io incandidabile". Lui frena
"Io sto bene dove sto. Sto mettendo tutto il mio impegno per guidare questa istituzione", replica il presidente del Parlamento europeo

"Se non dovessi riacquistare l'agibilità politica, il mio successore potrebbe essere Antonio Tajani". Silvio Berlusconi, a cena a Roma con alcuni direttori dei quotidiani a lui vicino, confessa la sua strategia. E' poco prima dell'estate, si parla del futuro di Forza Italia e del centrodestra, e l'ex Cav non nasconde la sua passione per l'uomo che ora siede sul soglio più alto del Parlamento europeo. La decisione della Corte di Strasburgo è attesa il 22 novembre, troppo tardi per stabilire una strategia qualora l'ipotesi di un ritorno sulla scena politica fosse osteggiato anche da Strasburgo. A non prenderla bene, però, viene raccontato, è Vittorio Feltri alla guida di Libero, che ricorda all'ex Cav come Tajani in passato non ha tenuto la barra dritta, caldeggiando lo stesso Angelino Alfano. Berlusconi non si influenzare, in questi mesi ha osservato il presidente, motivo di orgoglio, viene confermato, anche all'interno del partito, e secondo lui ha i numeri per andare a palazzo Chigi: vicino alla cancelliera Angela Merkel ed equilibrato per quanto riguarda il dramma dei migrati. Insomma un curriculum perfetto per combattere i populismi e conquistare i cuori dei moderati. Berlusconi non ha però ancora messo il sigillo su Tajani, in lista c'è ancora Mara Carfagna. Lo stesso Cav durante una raccolta fondi a Napoli pochi mesi fa, rivolgendosi alla deputata azzurra, avrebbe esclamato: "Io cerco il mio successore fuori e invece ce l'ho in casa". Un profilo maschile e uno femminile, uniti da un fattore comune: entrambi sono anti-Salvini.

Una mezza benedizione non fa una incoronazione. E Tajani lo sa bene. Ecco allora che anche oggi, come qualche settimana fa al Meeting di Rimini di Cl, smentisce ogni suo possibile deviazione verso palazzo Chigi: "Io sto bene dove sto, al Parlamento Europeo. Sto mettendo tutto il mio impegno per guidare questa istituzione che ho l'onere e l'onore di rappresentare. Per quanto riguarda la guida del centrodestra, credo che il miglior candidato per la vittoria si chiami Silvio Berlusconi, non ne vedo altri che possano portare il centrodestra alla vittoria. Il migliore è sempre lui". Un taglio diverso però questa volta il numero uno di Bruxelles lo dà, parlando già da leader: "L'importante è che remiamo tutti insieme guardando sempre all'interesse dei cittadini. Dobbiamo creare una coalizione articolata con FI, Lega, FDI e anche l'Udc di Cesa. Con queste forze possiamo candidarci al governo del Paese e vincere le elezioni".

Agli alleati però non è piaciuta la fuga di notizie da Arcore. Matteo Salvini, che insiste ancora con le primarie per scegliere il leader della coalizione, non digerisce l'uomo Ue e lo boccia senza mezzi termini come "complice delle scelte dell'Europa ai danni dell'Italia". Giorgia Meloni, invece, preferisce non commentare i boatos e indiscrezioni di stampa, ma fa sapere che il candidato si sceglie insieme, con una consultazione seria, basta che "sia la gente a scegliere e non i partiti". Il leader del Carroccio pensa a delle primarie aperte agli amministratori locali, uomini che sono sul territorio e hanno il polso della situazione in Italia. In quel caso è pronto a scendere in campo anche contro Tajani, ma non a giochi fatti, cioè dopo le elezioni. Il candidato premier si sceglierà prima.
 

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