Berlusconi rilancia il reddito di dignità. Di Maio attacca: "Ci ha copiato"
Il leader di Forza Italia propone una "misura drastica" per contrastare la povertà. L'ironia del pentastellato: "Benvenuto!"

E' scontro, a distanza, tra Silvio Berlusconi e Luigi Di Maio sul reddito di dignità o di cittadinanza. Meno tasse per tutti e soprattutto "misure drastiche" per contrastare gli oltre 4 milioni di poveri che ci sono in Italia. L'ex Cav dopo la pausa natalizia torna a pieno ritmo in campagna elettorale e in radio assicura: "Purtroppo in Italia 4 milioni e 750 milioni di persone vivono nella povertà assoluta, un dato impressionante e inaccettabile in un Paese europeo. Noi abbiamo pensato ad una misura drastica, un reddito di dignità". Secondo l'ex Cav, "sotto la soglia di mille euro di reddito al mese non soltanto non si dovrà pagare nessuna tassa, ma sarà lo Stato a versare una somma per integrare per arrivare ai livelli di dignità garantita da Istat". Una misura che guarda a sinistra e già proposta e bocciata lo scorso anno. Il candidato premier del Movimento 5 Stelle però non ci sta. "Benvenuto Berlusconi!", scrive sarcastico su Twitter. "Oggi ha ammesso che all'Italia serve il Reddito di cittadinanza, ma per 5 anni FI ha votato contro - attacca - Quando saremo al governo gli ricorderemo questa dichiarazione. Per chiedere a Forza Italia di votarlo. Lo chiama reddito di dignità per nascondere che ci copia".

Il tema è caldo per il leader di Forza Italia: "Il numero di poveri è aumentato del 65% in dieci anni. Nessuno può vivere bene, anche chi è agiato, sapendo che intorno a noi ci sono milioni di italiani che devono dipendere dalla assistenza pubblica o dalla carità privata e non hanno accesso alle cure mediche". La ricetta a firma azzurra è quella, dice Berlusconi di "far ripartire la crescita attraverso una politica di tagli fiscali, investimenti sulle infrastrutture e riorganizzazione della macchina dello Stato. Questo richiede tempo, intanto dobbiamo affrontare un dramma immediato". Insomma l'ex premier tocca le note dolenti di una Italia che sta percorrendo una timida ripresa e a tambur battente snocciola il programma elettorale in vista delle prossime elezioni, ormai alle porte. E la svolta animalista di Berlusconi di qualche mese non poteva non entrare in questo programma. "Agevolazioni fiscali per chi si prende cura di un animale domestico - annuncia - Il grado di civiltà di un Paese si misura anche da come viene trattato un animale" ragiona Berlusconi.

Il programma, che per altro attende ancora l'ok degli alleati Giorgia Meloni e Matteo Salvini (il vertice che dovrebbe sciogliere prima di tutto i candidati alle prossime regionali, oltre a sciogliere i nodi per le prossime politiche, dovrebbe tenersi ormai il prossimo anno) non piace ovviamente alla sinistra. Caustico Stefano Fassina di LeU che commenta: "Insomma, più spesa e meno tasse per tutti, nell'ordine del centinaio di miliardi all'anno. In confronto, le slides di Renzi sono sobri documenti scientifici e il M5S è campione di austerità". Angelo Bonelli, esponente dei Verdi, invece attacca 'Berlusconi difensore degli animali". "Lui che gli animali se li mangia! E' come affidare la cura di un gregge a un lupo, anche alla luce del fatto che il suo dietologo Lemme ha confermato che la sua dieta prevede di mangiare carne e pesce".

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