Berlusconi ricorda Craxi: Simbolo di dignità politica, mi manca
"Solo chi è stato vittima di tutto questo può capire il suo dramma" dice l'ex Cavaliere

"Cara Stefania, cari amici, sono con Voi con il cuore oggi a ricordare Bettino Craxi nel 17^ anniversario della sua scomparsa. E' difficile pensare che siano già trascorsi 17 anni da quando ci ha lasciato e molti di più da quando un vero e proprio 'colpo di stato' lo ha privato del suo ruolo politico e della stessa possibilità di vivere da uomo libero nel suo Paese. E' difficile credere che sia passato tanto tempo perché Bettino è presente, è attuale, è anche oggi un protagonista del dibattito politico". Inizia così il messaggio inviato da Silvio Berlusconi ai familiari di Bettino Craxi in occasione del 17^ Anniversario della sua scomparsa. "Questo perché - sottolinea - la grandezza di Bettino Craxi è stata anche quella di saper guardare al di là delle contingenze, è stata quella di porsi per primo il problema di un profondo rinnovamento del sistema politico italiano, di una sua apertura, di una modernizzazione indispensabile".

 "Non gli hanno permesso di realizzare il suo progetto, e forse come tutti noi ha commesso degli errori, ma rimarrà a suo onore nella storia il merito di averne intuito la necessità, e di aver avuto il coraggio di provarci - aggiunge Berlusconi - Craxi era un uomo di sinistra, che ha provato a dimostrare che esiste una sinistra possibile senza soggezione ai comunisti, senza nostalgie utopistiche, senza giustizialismo, una sinistra capace di parlare il linguaggio della modernizzazione e soprattutto della libertà. Questa sinistra non è mai esistita in Italia, e non esiste neppure ora: coloro che hanno provato a realizzarla sono stati spazzati via da quell'altra sinistra, quella giustizialista e post-comunista, quella delle manette e degli insulti, delle monetine e dei linciaggi mediatici".

"Solo chi è stato vittima di tutto questo può capire il dramma di Bettino Craxi - scrive l'ex Cavaliere - ma anche la grandezza della sua testimonianza: scelse la strada dell'esilio pur di non venire a patti con questo apparato politico-mediatico-giudiziario che uccide la libertà e la democrazia. La sua eredità politica, il socialismo riformatore, liberale, occidentale è una delle parti migliori della tradizione politica del nostro Paese. La considero parte integrante del progetto politico che ho creato quando ho fondato Forza Italia, anche per impedire che l'Italia cadesse nelle mani della sinistra post-comunista. Continuo a credere che questa tradizione politica riformista, assieme a quella liberale e a quella cristiana, siano i fondamenti sui quali costruire il futuro dell'Italia. Bettino Craxi è anche un simbolo della dignità della politica. Per questo sono onorato ogni volta che il mio nome viene accostato al suo, per quanto la cosa avvenga spesso con intenti polemici, come qualche giornale ha fatto anche oggi".
 

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