Berlusconi porterà alla Ue solo una lettera

Roma, 24 ott. (LaPresse) - Pomeriggio intenso per il premier, salito prima al Colle e poi incapace di tenere insieme la sua maggioranza in cdm, tanto che all'Europa non porteà che una lettera d'intenti con gli step necessari all'approvazione delle riforme chieste dall'Europa.

La cronaca. Il Consiglio dei ministri, previsto inizialmente per le 18, é iniziato con oltre un'ora di ritardo. A palazzo Chigi il premier Silvio Berlusconi, secondo quanto riferiscono fonti governative, sarebbe stato infatti prima impegnato in una riunione a tre con il leader della Lega, Umberto Bossi, e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sul decreto sviluppo e sul nodo pensioni. Alla riunione hanno preso parte anche il ministro alla Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, e quello dell'Interno, Roberto Maroni. Il clima pare piuttosto teso con la delegazione leghista che appare irremovibile sulla questione pensioni.

Attorno alle 19 il cdm è poi iniziato per concludersi alle 20.40.Berlusconi ha prima svolto un'ampia relazione sugli esiti del Consiglio europeo di ieri e sulle misure da adottare in vista del prossimo Consiglio europeo di mercoledì. Poi in considerazione del parere favorevole espresso all'unanimità dal Consiglio superiore della Banca d'Italia, il Consiglio dei Ministri ha anche approvato la nomina del dottor Ignazio Visco a Governatore dell'Istituto.

Nessun via libera dunque al piano sulle pensioni, nè al decreto sviluppo, tanto che mercoledì Berlusconi all'Europa che gli chiede riforme in tempi breivissimi presenterà una lettera con i vari step per il varo delle riforme per uscire dalla crisi. Fino ad allora non è prevista nessuna ulteriore convocazione del consiglio dei ministri.

Finito il cdm si è svolto un nuovo vertice Berlusconi-Bossi a palazzo Chigi. I due, assieme al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, quello dell'Interno, Roberto Maroni, quello della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, si sono nuovamente seduti al tavolo per trovare un accordo sul nodo delle pensioni.

Stando ad indiscrezioni, Berlusconi avrebbe ribadito "che nessuno riuscirebbe a mettere insieme una maggioranza parlamentare in grado di fare le riforme necessarie per uscire dalla crisi, tanto meno chi mi attacca ogni giorno". Ma quali riforme? Su quella delle pensioni c'è il niet secco della Lega. "Le pensioni non si toccano. Non è giusto che siano i pensionati a pagare la crisi" è infatti quanto avrebbe detto, secondo quanto si apprende, il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, durante il Consiglio dei ministri di oggi. Lo stesso Bossi ha lasciato alle 22.30 Palazzo Chigi senza rilasciare ulteriori dichiarazioni.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata