Berlusconi: Non ho voglia, ma sono costretto a restare in politica

Roma, 22 dic. (LaPresse) - "Io non ho alcuna voglia di fare politica. Non l'avevo nel '94 e non ce l'ho oggi. Ma come nel '94 mi sentii obbligato a scendere in campo per non lasciare il Paese in mano ai comunisti, oggi mi sento moralmente obbligato a non uscire da quel campo per evitare che si realizzi una prospettiva forse persino più nefasta". Così parla Silvio Berlusconi in un'intervista al 'Quotidiano nazionale'. "Senza di me Forza Italia deperirebbe e finirebbe sotto il 10%, il centrodestra diventerebbe di conseguenza un terzo polo, al ballottaggio andrebbero Pd e Movimento 5 stelle e non c'è dubbio che vincerebbero i grillini. Per l'Italia sarebbe una sciagura", afferma. Per Berlusconi, le tensioni interne a Forza Italia sull'elezione dei giudici costituzionali e per il caso Boschi "sono problemi piccoli destinati a rientrare", mentre, assicura, tra i capigruppo Romani e Brunetta "non c'è nessun conflitto. Lo dice anche il proverbio: 'Quando il gatto non c'è, i topi ballano'". Il gatto, prosegue con la metafora, "è assente dal Parlamento, ma non è assente dal Paese. Le assicuro che non passa giorno senza che incontri qualcuno per organizzare il futuro del centrodestra, mi sto riallenando e a breve saro' nuovamente in campo".

RINNOVAMENTO AI VERTICI DI FI. Berlusconi sottolinea l'impegno per "un rinnovamento radicale dei vertici, sia per quanto riguarda i gruppi parlamentari sia per il partito". "Stiamo mettendo su una squadra di giovani che interloquirà con quei 27 milioni di italiani che frequentano Internet". Quanto alla candidatura per la guida di Milano, dice che si sta ragionando su "Paolo Del Debbio, Alessandro Sallusti e Stefano Parisi". Mentre l'ex commissario all'Expo Giuseppe Sala, a suo avviso, "non riuscirà a vincere neanche le primarie del Pd" perché è "un uomo del centrodestra, lo è sempre stato".

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